Gianni Paganini ne “Il dubbio dei moderni” (Carocci) affronta lo scetticismo nella sua “golden age”. Analizzando uno spettro autorale e storico che va da Montaigne a Hume, includendo persino un razionalista come Descartes e risalendo fino alle radici nel mondo greco e romano, con autori quali Pirrone di Elide, Agrippa ed Enesidemo, Sesto Empirico e Cicerone. Per poi scendere fino a Vries, Husserl, Russell, Popper. Che sostituisce il paradigma della verificazione con la falsificazione