Nel luglio del 1958, il New York Times annunciava la nascita di un "computer elettronico che si prevede sarà in grado di camminare, parlare, vedere, scrivere, riprodurre sé stesso ed essere consapevole della propria esistenza". Quell'annuncio, intriso di un’iperbole che oggi definiremmo imbarazzante, riguardava il Perceptron di Frank Rosenblatt. Il saggio “Perché le macchine imparano” (Apogeo) di Anil Ananthaswamy parte da questo momento storico per smontare il misticismo dell'Intelligenza Artificiale e rivelare l'elegante architettura matematica che permette oggi a sistemi come i Large Language Models (Llm) di funzionare