
L'interesse per i neologismi e per la “neolingua” va al di là della cerchia degli studiosi, poiché tali dinamiche rispecchiano cambiamenti sociali e culturali ampi e profondi. E questa è la chiave che Ugo Cardinale applica in “Storie di parole nuove”. Da “comodosa” a “spoilerare”, da “palazzo” a “petaloso”, da cioè a “tanta roba”. Non meno vivaci i rinnovamenti indotti dalla cronaca, si pensi alla metafora della guerra nella narrativa del Covid-19, o dall'innovazione tecnologica: telefono “fisso” e “mobile”, “abbattere” un alimento