Vita Cnr

Osservatori marini in rete

Piattaforma Acqua Alta
di Francesca Gorini

Un incontro a Roma ha approfondito stato dell'arte e prospettive di sviluppo di 'Jerico', il progetto  europeo volto a promuovere l'adozione di un modello comune per la progettazione dei sistemi osservativi costieri. L'Istituto di scienze marine del Cnr è tra i partner dell'iniziativa
 

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Sono state ospitate nella sede centrale del Cnr, dal 29 febbraio al 2 marzo scorso, le tre giornate di lavoro del progetto 'Jerico-Towards a joint European research infrastructure network for coastal observatories', iniziativa finanziata dal settimo programma quadro della Comunità Europea che punta a integrare le infrastrutture di ricerca dedicate alle osservazioni marine nella fascia costiera.

All'evento, organizzato da Stefania Sparnocchia dell'Istituto di scienze marine (Ismar) con il supporto del Dipartimento terra e ambiente del Cnr, hanno preso parte decine di ricercatori dalle oltre 20 istituzioni coinvolte, provenienti da paesi del Mediterraneo e del Nord Europa. Per l'Italia sono partner l'Ismar-Cnr, l'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale e il Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici.

Il progetto, avviato nel maggio 2011 con durata quadriennale, ha lo scopo di sviluppare un sistema osservativo marino costiero costituito da piattaforme fisse. Nel corso della tre giorni sono state affrontate le questioni tecniche e tecnologiche collegate alla loro gestione e le azioni necessarie per garantire la qualità e la continuità delle rilevazioni di dati, tematiche cui il Cnr può dare un importante contributo a fronte dell'esperienza acquisita su varie tipologie di sistemi osservativi quali boe, piattaforme e strumenti ancorati per il monitoraggio di parametri meteorologici e fisico-chimici delle acque e dei fondali. 

"Jerico mira a integrare le infrastrutture esistenti, promuovendo un modello comune per la progettazione, l'implementazione e il mantenimento dei sistemi osservativi costieri e la disseminazione dei dati", spiega Sparnocchia. "Scopo è identificare, anche attraverso bandi pubblici di chiamata, tecnologie nuove e strategiche da inserire nella futura generazione degli osservatori. Tra queste, una particolare attenzione è dedicata all'acquisizione automatica di parametri del comparto biochimico, attualmente il meno sviluppato".  

Nel corso del workshop si è discusso anche della gestione e della manutenzione dei sistemi di misura e delle buone pratiche da adottare all'interno della rete. Il ricercatore dell'Ismar-Cnr Marco Faimali ha focalizzato l'attenzione sul 'biofouling marino' e sulle contromisure da adottare per diminuirne l'impatto. La crescita indesiderata di organismi bentonici sulle infrastrutture immerse in mare rappresenta infatti una criticità per la qualità e continuità dei dati acquisiti.

L'ultima giornata è stata dedicata alla discussione sulle tecnologie innovative applicate a sistemi di acquisizione di misure automatiche: in questo contesto, il Cnr si è distinto per le competenze maturate nell'ambito dell'utilizzo delle imbarcazioni da pesca come 'vessels of opportunity', in cui da anni è leader nell'area del Mediterraneo. Michela Martinelli (Ismar-Cnr) ha parlato delle prospettive di sviluppo del sistema, sia relativamente a 'Jerico' sia nell'ambito di altre iniziative nazionali.

Fonte: Stefania Sparnocchia , Istituto di scienze marine, Trieste, tel. 040/305312504

Per saperne di più: - www.jerico-fp7.eu