Focus: Biodiversità

L'ambiente messo allo Stretto

cnr
di Silvia Mattoni

Per tenere sotto controllo qualità e salute dell'area marino-costiera tra Sicilia e Calabria, è nato un Centro a Catona, dove sorgerà anche l'Istituto di geofisica per il monitoraggio sismico del territorio. Partner dell'iniziativa, l'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche 

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Alghe brune, farfalle di mare, crostacei 'Pilumnus inermis', pesci vipera, squali elefante e martello, tartarughe marine 'Caretta caretta', sono solo alcuni dei fantastici animali e vegetali marini che popolano lo Stretto di Messina. Uno straordinario serbatoio di biodiversità, considerato da sempre paradiso marino per studiosi e non solo. Ma quali strategie attuare per tutelare l'ecosistema della zona, evitando squilibri irreversibili? "Per tenere sotto controllo qualità e salute del territorio marino costiero di quest'area, sempre più esposta a eventi naturali spesso catastrofici, è nato un Centro per difendere la biodiversità marina a Catona, frazione di Reggio Calabria, dove sorgerà anche l'Istituto di geofisica per il monitoraggio sismico del territorio", spiega Paola Rinelli, dell'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina. "La nuova struttura, realizzata grazie a un accordo con Regione Calabria, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Università Mediterranea di Reggio Calabria e atenei di Calabria, Siena e Cagliari, svolgerà un importante ruolo strategico di coordinamento e gestione dei progetti scientifici volti appunto alla tutela della biodiversità marina". Non si tratta solo di un centro di eccellenza per la conservazione e il mantenimento degli ecosistemi naturali ma anche, chiarisce ancora la Rinelli, "di un costante impegno al monitoraggio dello stato del mare e delle specie presenti". Preservare la biodiversità nei popolamenti marini, sottolinea la ricercatrice, "significa conservare le specie autoctone ed endemiche, mantenendone intatti i patrimoni cromosomici, in modo da garantire alle diverse popolazioni la possibilità di evolversi geneticamente in modo autonomo. Infatti, la diversificazione all'interno di una stessa specie è garanzia di una maggiore adattabilità alle modificazioni dell'ambiente". Le attività di ricerca dell'Iamc-Cnr di Messina in quest'ambito verteranno soprattutto sulla valutazione del tasso di perdita della biodiversità: dall'analisi delle criticità connesse agli effetti del cambiamento climatico al censimento delle specie della pesca professionale, dalla creazione di una banca dati georeferenziata di tutte le specie animali e vegetali al monitoraggio periodico per il controllo diretto degli organismi animali a rischio, dal check-list di specie e habitat naturali fino ad attività di formazione nelle scuole per sensibilizzare i cittadini sulla protezione della biodiversità marina e la tutela del territorio. "Elemento di forza", prosegue la ricercatrice, "sarà la sinergia tra il mondo della ricerca e le amministrazioni locali, che potranno attuare misure tecniche di conservazione sulla base di dati scientifici sempre aggiornati". "Uno degli obiettivi di questo centro", sottolinea infine l'assessore alla Regione Calabria, Silvio Greco, "è chiarire una volta per tutte qual è lo stato di salute dei nostri mari e delle specie che in essi abitano. In sostanza, vogliamo dare tranquillità ai calabresi su quello che arriva sulle loro tavole e capire se i problemi connessi allo smaltimento illegale dei rifiuti interessino davvero i nostri mari".

Fonte: Paola Rinelli, Istituto per l'ambiente marino costiero, Messina, tel. 090/711263 , email paola.rinelli@iamc.cnr.it -

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