Saggi: Guglielmo Marconi

L’inizio della comunicazione moderna

Copertina del libro l'Uomo che ha connesso il mondo
di Patrizio Mignano

È Bologna la città da cui parte il viaggio di Guglielmo Marconi e in cui l’autore del libro “Marconi” (Hoepli), Marc Raboy, professore emerito di Comunicazione e New Media al Department of Art History and Communication Studies della McGill University, Montreal, si reca prima di pubblicare il volume

 

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In “Marconi” (Hoepli), Marc Raboy racconta come in un’afosa giornata di luglio del 2009, l’autobus su cui viaggiava ha lasciato il centro di Bologna, imboccando via Guglielmo Marconi prima di arrivare a Villa Griffone, sede della Fondazione Guglielmo Marconi, nella frazione di Pontecchio. “Rappresenta il luogo dove si conservano oggetti legati al giovane Marconi e vi si trova anche un piccolo museo, una biblioteca e un’eclettica collezione di libri appartenuti alla sua famiglia”. Non solo, è stata dimora di esperimenti, come quello del 1895 con cui Marconi trasmise segnali a distanza utilizzando onde radio; invenzione che perfezionò e brevettò in Inghilterra grazie all’appoggio del governo. Così da riuscire nel 1901 a effettuare la prima trasmissione radio transatlantica, dimostrando che le onde elettromagnetiche potevano superare la curvatura terrestre grazie agli strati ionizzati dell'atmosfera. Nel 1909 ricevette il premio Nobel per la Fisica, anche se la paternità dell'invenzione della radio fu attribuita nel 1943 a Nikola Tesla dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Per l’autore, se Marconi fu il promotore di alcuni dei più significativi progressi tecnici nella comunicazione senza fili, fu anche, a differenza dei suoi rivali, un ingegnoso organizzatore. “Era indubbiamente più abile dei suoi concorrenti come imprenditore dell’innovazione, ed eccelleva nel mettere a frutto strategie aziendali, relazioni con i media, possibilità di influenza politica”. La storia e il mito di Marconi, secondo Marc Raboy, non appartengono soltanto all’Italia, dove fu tra l’altro, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche nel 1927, e collaborò con il regime fascista, che sfruttò la sua fama a fini propagandistici. Elena Lamberti, studiosa di letteratura comparata lo descrive nel libro come "l’uomo dalle relazioni complesse con il fascismo, la Chiesa cattolica, il governo britannico, l'industria delle telecomunicazioni statunitense, la scienza tedesca, il colonialismo europeo, i media internazionali.  Nonostante ciò, la sua vita è stata estremamente interessante perché rappresenta un'epoca di comunicazioni globali senza fili, anticipando l'idea di un villaggio globale molto prima di Internet”.

Sul piano internazionale possiamo trovare i segni della sua presenza in diverse parti del mondo: Montréal, Città del Messico e Hong Kong hanno strade che portano il suo nome; Portugal Telecom, il principale fornitore di telecomunicazioni del Paese, ha un sito web dedicato al ruolo di Marconi nello sviluppo delle comunicazioni tra il Portogallo e le ex colonie africane. A Clifden, città balneare del Connemara sulla costa occidentale dell’Irlanda, Marconi è ricordato per aver costruito nella zona il primo insediamento industriale.

Quanto fin qui descritto testimonia come Marconi sia stato una figura universale della comunicazione moderna. “Non solo è stato il primo a comunicare a livello globale, ma è stato anche il primo a pensare in modo globale alla comunicazione”, conclude l’autore. “Un secolo prima che figure iconiche come Bill Gates e Steve Jobs entrassero nelle nostre vite, sessant’anni prima che Marshall McLuhan proclamasse che i media sono l’estensione dell’uomo, troviamo Marconi. L’esplosione della comunicazione globale sarebbe stata impossibile senza di lui”.

Titolo: Marconi
Categoria: Saggi
Autore: Marc Raboy
Editore: Hoepli
Pagine: 638
Prezzo: 28,00