Focus: Centenario Cnr

La scienza nelle relazioni internazionali

Science Diplomacy
di Francesca Tolve e Pier Francesco Moretti

La Science Diplomacy si costruisce sul rapporto tra ricerca scientifica e politica, andando ad ampliare e ad arricchire il concetto stesso di cooperazione legato al processo di crescita e di sviluppo per l’individuo e per la società. L’atto cooperativo è essenzialmente uno sforzo di mediazione. A evidenziarlo, Francesca Tolve e Pier Francesco Moretti dell'Unità relazioni internazionali del Cnr

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La scienza è sempre più chiamata a giocare un ruolo fondamentale nella crescente complessità delle relazioni internazionali e, pertanto, ad agire non soltanto come facilitatore per lo sviluppo di relazioni pacifiche e durature tra paesi, ma anche in rapporto alle attuali e a noi ben note maggiori sfide di impatto globale che richiedono un contributo sia scientifico sia politico. Diviene pertanto essenziale che scienza e politica vadano a convergenza e si sostengano reciprocamente. La Science Diplomacy si costituisce su questi nessi, andando ad ampliare e ad arricchire il concetto stesso di cooperazione legato al processo di crescita e di sviluppo per l’individuo e per la società che l’atto cooperativo, attraverso lo sforzo della mediazione e della convergenza, è sempre in grado di realizzare (Ceruti). La stessa Unione Europea, spinta dalla necessità di rafforzare il proprio ruolo nel contesto politico globale, ha intrapreso un processo crescente di promozione e di valorizzazione delle attività di Science Diplomacy anche attraverso finanziamenti e iniziative ad hoc, ed è attualmente impegnata, su input del Consiglio dei Ministri europei, nell’elaborazione di una vera e propria strategia da svilupparsi in cooperazione con gli Stati membri.

Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

La Science Diplomacy costituisce anche per il Cnr un significativo ambito di azione nello sviluppo della cooperazione internazionale. Il Cnr può infatti annoverare il proprio impegno e contributo su diversi fronti che possono essere rispondenti agli obiettivi e alle modalità previste dalla science diplomacy quali le stazioni internazionali di ricerca in Artico e in Antartide, il posizionamento di esperti nei board internazionali a carattere strategico ( e.g. Artic Council, Union for Mediterranean) e nelle ambasciate d’ Italia attraverso gli addetti scientifici, la costituzione di laboratori congiunti in zone di crisi, il finanziamento di accordi bilaterali di ricerca e il supporto alla mobilità internazionale con Paesi strategicamente rilevanti, i progetti congiunti con il MAECI. È anche su queste basi che si inquadra l’evento sulla Science Diplomacy organizzato in cooperazione con il MAECI nell’ambito del centenario del CNR, con un focus sulle basi CNR in Artico e in Antartide; sulla cooperazione strategica con i paesi a sud del bacino del Mediterraneo; sulla cooperazione con il Centro Europa e i Balcani occidentali nel solco dell’attuale processo di smart specialisation, verso la delineata prospettiva di una integrazione di questi paesi nell’Unione Europea. Questi, insieme ad un confronto tra Russia e Ucraina, tra scienza e diplomazia, alcuni dei temi che verranno trattati in uno spazio costantemente praticato di “scienza aperta”.

Fonte: Francesca Tolve, SPR Relazioni Internazionali, e-mail: francesca.tolve@cnr.it; Pier Francesco Moretti, SPR Relazioni Internazionali, e-mail: Pierfrancesco.moretti@cnr.it