Faccia a faccia

Lillo e Greg, fan della tecnologia

Locandina dello spettacolo Marchette in trincea
di Rita Bugliosi

I due comici romani iniziano il loro sodalizio con la fondazione del gruppo musicale 'Latte & i suoi derivati'. Attori, autori, umoristi, musicisti utilizzano con entusiasmo social e applicazioni tecnologiche. Dal 23 febbraio tornano sul palco con 'Marchette in trincea' al teatro Brancaccio di Roma

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Il duo comico Lillo e Greg, al secolo rispettivamente Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, inizia la carriera artistica con la fondazione del gruppo musicale demenziale 'Latte & i suoi derivati’. Attori e autori umoristici e fumettisti, oltre che cantanti, fanno parte del gruppo fondatore del programma 'Le iene’ di Italia 1. Su Radio2 Rai, dal 2003, sono autori e conduttori di '610’ (Sei uno zero). Lo scorso dicembre è uscito in sala il loro ultimo film 'Natale col boss’, del quale sono anche coautori e cosceneggiatori. Li abbiamo incontrati alla conferenza stampa di presentazione di 'Marchette in trincea’, lo spettacolo teatrale che sarà in scena dal 23 febbraio al Brancaccio di Roma.

Come nasce il vostro collaudato sodalizio?

Lillo: Ci siamo conosciuti nella casa editrice di fumetti Acme, nel 1986. Lavoravamo insieme, ma ognuno disegnava i propri fumetti, fino a quando l’editore ci chiese di ideare insieme una rivista. Il magazine però non uscì mai, perché la casa editrice chiuse. A quel punto, dal momento che avevamo già scritto insieme qualche canzone, formammo il gruppo rock demenziale 'Latte & i suoi derivati’ e iniziammo a esibirci in pubblico. Il nostro sodalizio, quindi, è nato da un fallimento.

Avevate mai pensato di lavorare nel mondo dello spettacolo?

Lillo: Io no, suonavo solo la chitarra con gli amici, interpretando canzoni demenziali che scrivevo come passatempo.

Greg: Io invece già mi esibivo in brani rock and roll con un gruppo, i Jolly Rockers, e prima ancora con i Jumpin Blues Boys.

Come sono divisi i ruoli nella vostra coppia?

Lillo: C’è forte collaborazione tra noi, anche se Greg è molto più attivo di me: la sua testa non è mai a riposo. Poi, comunque, rielaboriamo insieme anche le sue intuizioni.

Greg: Pensare un testo, una commedia teatrale mi riempie, è come veder crescere una propria creatura. C’è poi l’aspetto musicale del lavoro, che mi entusiasma. La colonna sonora è, a mio parere, la parte fondamentale dello spettacolo: con gli strumenti e con i suoni si possono sottolineare passaggi fondamentali della storia.

Momenti di tensione?

Lillo: Non ci sono mai state vere e proprie crisi, al massimo piccoli disaccordi del tutto irrilevanti. Di solito siamo in sintonia anche nei giudizi: è difficile che qualcosa che non piace all’uno, sia apprezzato dall’altro.

Greg: C’è una strana alchimia tra di noi, siamo complementari, ma i nostri gusti artistici sono simili. Abbiamo anche un background analogo e questo ci aiuta.

una scena dello spettacolo Marchette in trincea

La vostra comicità da cosa trae ispirazione?

Greg: Da tutto, dalle cose più diverse: una chiacchierata con il barista, un dialogo che capita di ascoltare per strada, la pubblicità, una conferenza alla quale capita di partecipare. Qualsiasi cosa, vista con uno sguardo surreale, può trasformarsi in comicità, basta osservare il mondo da un punto di vista diverso.

Tra i personaggi di 610 c’è Albino Torrioni, un inventore di oggetti assurdi. Nella realtà siete interessati al progresso tecnologico e scientifico?

Greg: La ricerca mi interessa molto, sia quella reale che, ad esempio, punta a sconfiggere malattie gravi e a migliorare le nostre condizioni di vita, sia quella immaginifica come il viaggio nel tempo, il teletrasporto.

Lillo: Anch’io sono molto interessato a questo mondo e mi piace seguire programmi che trattano questo tema. In particolare, sono uno spettatore appassionato delle trasmissioni scientifiche di Rai scuola, un canale che propone, tra l'altro, interessanti ritratti di scienziati, dei quali si scoprono aspetti poco noti. Trovo questi programmi divertenti perché propongono senza annoiare la storia di personaggi attuali e del passato che hanno lasciato una traccia importante.

E il vostro rapporto con la tecnologia?

Greg: Sono un appassionato dei social: fino a qualche tempo avevo addirittura due profili Facebook, anche perché li ritengo un utile strumento di promozione della nostra attività artistica. Ho provato anche Twitter e Instagram, ma li ho trovati meno appassionanti.

Lillo: Amo la tecnologia e la compro, ho tutto: dallo smartphone al tablet. Mi piace anche la parte grafica e sto studiando i programmi di illustrazione e di animazione. Mi diverto a disegnare con la Apple pencil, uno strumento incredibile, che ha la stessa sensibilità di una matita. E vivo continuamente in rete, reputo Internet una delle più grandi invenzioni degli ultimi anni e sono affascinato dalle sue potenzialità. La nostra generazione poi è fortunata: non essendo nativi digitali non diamo nulla per scontato e riusciamo a meravigliarci per ogni conquista, per ogni passo avanti che si fa in campo tecnologico.

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