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Xi Jinping, Mao del XXI secolo

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di Patrizio Mignano

ll saggio di Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, ripercorre la biografia di un leader più potente ma anche più misterioso dei suoi competitor come Putin e Trump. Il leader che vuol rendere quello in corso “il secolo del sogno cinese”. Perché la Cina non è solo Coronavirus, anche se in questi tempi le due cose sembrano identificarsi…

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Chi è il l'uomo che governa la Cina di oggi? Chi comanda questo Paese, del quale si ha sempre una buona ragione per parlare, che non perde mai il suo primato politico-mediatico, che è perennemente al centro delle cronache, nel bene e nel male, si tratti delle rivolte di Hong Kong o dei timori di una pandemia legati al Coronavirus? “Il nuovo Mao” di Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2 della Rai, ripercorre le tappe più significative della biografia e dell'ascesa al potere di Xi Jinping. Il leader cinese, che ha scalzato Vladimir Putin e Donald Trump tra gli uomini più potenti al mondo secondo la classifica Forbes, è in realtà per il grande pubblico planetario un uomo molto più misterioso e sconosciuto dei suoi competitor.

Sangiuliano, già autore delle biografie di Hillary Clinton, Putin e Trump, colma ora questa lacuna con un ponderoso saggio del quale, in occasione della presentazione svoltasi presso il Centro studi americani di Roma, sostiene: “Non si può capire la Cina di oggi se non si conosce la storia di Xi Jinping. Il suo vissuto parla chiaro. Quando ancora non era un ragazzo, suo padre, come tanti altri dirigenti del partito dell'epoca cadde in disgrazia presso Mao e Xi fu rinchiuso in un campo di detenzione e costretto a lavori forzati. Per ben dieci volte gli fu negata l'iscrizione al partito e all'università. Il leader cinese ha assorbito le logiche imperiali e dispotiche di Mao e oggi mette in pratica quelle stesse logiche di privazione, negando diritti civili e diritti umani in Cina”.

Se certo Xi Jinping non ha impresso al suo Paese quella svolta in senso liberale che si auspicava - basti pensare alle modifiche costituzionali con le quali ha blindato il proprio potere -, non si può negare che abbia provato a operare in nome dell'efficienza di governo e dello sviluppo della nazione, dichiarando che il ventunesimo secolo dovrà essere “il secolo del sogno cinese”. Cioè quello che consacrerà Pechino come la capitale della nazione più potente al mondo, in ogni senso.

Un disegno ambizioso, che si scontra però con le difficoltà globali che ormai non risparmiano più neanche le ex “potenze emergenti” e con quelle, contingenti ma drammatiche, come l'attuale emergenza sanitaria (che Sangiuliano non può citare, essendo il suo libro uscito prima). Ciò che preme soprattutto all'autore far capire è come l'assolutismo personalistico del leader e le politiche di sviluppo vadano considerate assieme: “Il potere accumulato da Xi Jinping è pari se non superiore a quello di Mao. Xi detiene nelle sue mani i tre incarichi apicali del potere cinese: è al tempo stesso presidente della Repubblica popolare cinese, presidente della Commissione militare e segretario del Partito comunista”.

D'altro canto è in funzione anche di questo potere concentrato in un personaggio dotato di particolare intraprendenza se oggi la Cina è diventata una potenza economica globale, che però non intende fermarsi ma anzi procede alla conquista di sempre nuovi territori. Basti pensare alla nuova via della seta e alla sinizzazione dell'Africa, dove i cinesi stanno costruendo infrastrutture, ospedali e scuole che potrebbero consentire un inedito sviluppo al continente. In Kenya, per esempio, l'alta velocità inaugurata tra Nairobi e Mombasa viaggia su binari e treni cinesi ad alta tecnologia.

Insomma: “La Cina è un'opportunità ma anche un pericolo, qualcosa che deve essere maneggiato con sufficiente attenzione”, conclude Sangiuliano. 

titolo: Il nuovo Mao
categoria: Saggi
autore/i: Sangiuliano Gennaro
editore: Mondadori
pagine: 288
prezzo: € 22.00

 

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