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Nuovi sguardi su rocce, fossili e minerali

Mostra del Muse
di Maddalena Rinaldi

Al Muse di Trento è in corso la mostra “Ecologie minerali”, un progetto collettivo che reinterpreta le collezioni geologiche del museo attraverso uno sguardo artistico contemporaneo. I reperti esposti, solitamente non fruibili dal pubblico, sono gli attori di una narrazione corale insieme all’installazione site-specific di Chiara Camoni e ai lavori filmici di Yto Barrada, Liv Bugge  e Ana Vaz. È visitabile fino al 25 agosto

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Al Museo delle scienze (Muse) di Trento si può visitare, fino al 25 agosto, la mostra “Ecologie minerali”, l’ultimo progetto espositivo realizzato nell’Agorà, lo spazio della struttura dedicato allo scambio culturale collettivo e partecipato con le realtà del territorio in cui sviluppare progetti e idee per il futuro. L’esposizione mette in discussione la posizione dello sguardo del visitatore verso rocce, fossili e minerali tramite narrazioni scientifiche, ma anche racconti visuali, testuali o filmici e invita a riflettere sulle profonde connessioni che legano l’uomo alle sostanze organiche e inorganiche della materia.

Il percorso espositivo, suddiviso in quattro approfondimenti dedicati ai legami ancestrali tra esseri umani e materia geologica, trova il suo fulcro nell’installazione site-specific “Convivium”, realizzata da Chiara Camoni e dal Centro di sperimentazione. L’opera dell’artista piacentina è un caleidoscopio intorno al quale interrogare la posizione dello sguardo nei confronti del mondo minerale. Realizzata in ottone, stampe vegetali su seta, ceramiche e rocce delle collezioni museali, essa traduce la permeabilità tra regno minerale, vegetale e animale attraverso un convivio di forme, colori e materie.

Mostra del Muse

L’installazione dialoga con i lavori filmici di Yto Barrada, Liv Bugge e Ana Vaz, le cui rispettive ricerche artistiche contribuiscono alla comprensione delle dinamiche economiche, storiche, politiche e culturali che hanno plasmato le relazioni umane con la materia geologica, ma anche con le voci di Giorgio Andreotta Calò, Regina José Galindo, Pauline Julier, Marzia Migliora, Cynthia Montier, Ophèlie Naessens, Micol Roubini e Raghad Saqfalhai, che invitano a un nuovo ascolto delle storie minerali attraverso la costruzione di immaginari e narrazioni a partire dalle rocce.

“Ecologie minerali si addentra nelle stratificazioni geologiche attraverso ricerche artistiche e scientifiche per ridefinire narrazioni e relazioni di coesistenza di fronte alle crisi ecologiche del nostro tempo”, spiega la curatrice della mostra, Alice Labor. “Comprendere il tempo delle rocce, delle montagne, dei deserti e degli oceani significa cambiare scala di misura: abbandonare il tempo umano per entrare in quello della Terra”.

Per informazioni: https://www.muse.it/

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