Narrativa

Medico, malato, scrittore di culto

copertina guerra
di Marco Ferrazzoli

“Guerra” di Louis-Ferdinand Céline, un inedito tradotto e pubblicato da Adelphi, è uno dei casi editoriali dell’anno. Come al solito, nel caso dello scrittore francese, resoconto e romanzo si intersecano pagina dopo pagina. Ci troviamo in Belgio nel 1914, Céline è ferito al braccio e alla testa 

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Uno scrittore di culto come Louis-Ferdinand Céline, un tema di perenne attualità come la “Guerra”. Ce n’è abbastanza perché l’inedito tradotto in italiano e pubblicato da Adelphi rappresenti uno dei casi editoriali dell’anno. Come al solito, nel caso dello scrittore francese, resoconto e romanzo si intersecano pagina dopo pagina. Ci troviamo a Poelkapelle in Belgio, il 27 ottobre 1914, Céline è ferito gravemente al braccio, un soldato britannico lo soccorre, fa sette chilometri a piedi per incontrare uno scaglione di ambulanze ed essere ricoverato e operato. 

Il capitano pare attesti che “è stato ferito, è caduto da valoroso”, riceve un encomio, la medaglia militare legione d’onore dei sottoufficiali e dei soldati semplici e poi la Croce di Guerra appena istituita, per essersi offerto volontario per portare un ordine sotto un fuoco violento. Almeno le prime pagine del libro corrispondono a quanto effettivamente accaduto: rimane il dubbio se Céline abbia ricevuto un colpo alla testa quando fu scagliato contro un albero da un’esplosione, ma è innegabile che si sia lamentato per tutta la vita di nevralgie e fortissimi acufeni “come se un treno gli passasse nella testa”. 

“Prendo otto pastiglie di Gardenal al giorno più due aspirine, mi fanno tutti i giorni dei massaggi alla testa che sono molto dolorosi. Ho spasmi cardiovascolari e cefalici che mi impediscono ogni sforzo fisico (e la defecazione)” annota con la consueta crudezza e Lucette Almansor, la sua fedele compagna, conferma. Leggenda pare, invece, che sia stato trapanato alla testa.  

Uno dei personaggi centrali del libro è l’infermiera L’Espinasse ma, di nuovo, bisogna distinguere, non c’è mai stata una perfetta concordanza fra avvenimenti vissuti e rievocazione nei romanzi. Gli avvenimenti di “Guerra” avrebbero trovato posto in “Viaggio al termine della notte”, con il quale questo racconto si intreccia. Vicenda complicata dal furto di alcuni manoscritti inediti dall’appartamento dello scrittore all’epoca della liberazione, lamentato dalla prigione danese dove era stato rinchiuso per collaborazionismo.  

Tanti anni dopo la morte, comunque, che testi di tale importanza vengano ritrovati è un fatto di indubbio interesse. La ricostruzione del libro è stata comprensibilmente impegnativa, considerando la già pirotecnica e irregolare prosa céliniana, le parole decifrate con difficoltà e illeggibili. Lo scrittore esprime con chiarezza, come già in “Viaggio al termine della notte”, il suo orrore per la guerra e per la morte che ha sfiorato la morte a più riprese: in guerra e ancora di più nell’esercizio della professione medica.  

 

Titolo: Guerra
Categoria: Narrativa
Autore/i: Louis Ferdinand Céline
Editore: Adelphi
Pagine: 156
Prezzo: 18,00

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