Faccia a faccia: Animali

La natura, una sinfonia complessa

Max Casacci (credits: Luca Saini)
di F. G.

Musicista, autore e produttore, il fondatore dei Subsonica Max Casacci ha dato vita a un innovativo progetto artistico: raccogliere i suoni della natura e degli animali per trasformarli in vere e proprie opere musicali, senza l'utilizzo di strumenti. Il risultato è “Earthphonia”, un’opera immersiva composta da cd e libro, realizzata con il contributo di artisti, studiosi e divulgatori, tra cui il geologo del Cnr Mario Tozzi 

 

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Musicista, compositore, autore, produttore, direttore di festival, nonché chitarrista fondatore dei Subsonica, uno dei gruppi musicali italiani più longevi ed affermati Max Casacci ha alternato esperienze pop e momenti di sperimentazione artistica. Come Earthphonia, il progetto artistico al quale lavora dal 2020, in cui i suoni della natura diventano una vera e propria sinfonia. 

Earthphonia è anche il titolo dell’opera pubblicata da Slow Food editore e presentata lo scorso luglio al Festival “Il libro possibile” di Polignano a Mare (Ba): si compone di un cd di otto tracce abbinato a un libro con testimonianze di artisti come Michelangelo Pistoletto, studiosi e divulgatori come Telmo Pievani, la biologa marina Mariasole Bianco e il geologo del Cnr Mario Tozzi. Un iperlibro da leggere e ascoltare.

Come è avvenuto il suo incontro con l’ambiente? 
Come musicista lo studio dei rumori mi ha sempre affascinato, a partire da quelli urbani. Poi, durante una vacanza a Gozo, con l’artista digitale e videomaker Luca Saini abbiamo sperimentato e registrato, quasi per gioco, il suono di pietre molto particolari, che già in tempi molto antichi venivano “suonate” in occasione di rituali. Pietre che emettono suoni armoniosi, adatti a diventare composizioni musicali, in una sorta di orchestra preistorica che aspettava solo di essere svelata. Il primo nucleo di Earthphonia è nato lì. 

E poi?
Poi ci sono stati incontri, talvolta anche fortuiti, con persone che mi hanno spinto a proseguire questa strada di ricerca. Uno è stato Michelangelo Pistoletto, che mi ha chiesto di trasformare in suono i rumori dell’acqua della “sua” Biella, dalle sorgenti ai torrenti passando per luoghi sacri, fino ad arrivare alle pale dei mulini: li ho raccolti nel brano “Watermemories”. Con Mariasole Bianco, biologa e presidente della onlus Worldrise, abbiamo iniziato un percorso di scoperta dei suoni del mare per catturare quelli più nascosti, più segreti, anche con tecniche mai provate prima, che hanno dato vita al brano “Oceanbreath”. Poi c’è stato l’incontro con Mario Tozzi, che mi ha introdotto al mondo dei vulcani, forse il suono più primordiale della Terra. A mano a mano, mi sono reso conto che stava prendendo forma una vera e propria sinfonia complessiva della natura, che non aveva bisogno di strumenti musicali, ed è questo che “Earthphonia” vuole raccontare. 

Ci sono anche voci animali tra i suoni raccolti? 
Assolutamente sì. Lo studio della natura da questo punto di vista mi ha messo in contatto con sonorità incredibili, dal ronzio delle api raccolto dentro un’arnia che ha ispirato il brano “The Queen" ai pesci che “cantano” nel mondo subacqueo; dalla linea di basso ricavata dall'ululato di un lupo che ha perso il branco ai suoni percussivi di un picchio nel bosco. E ancora, il cuculo, il cui verso ritmato si alterna a quello degli uccelli di palude del delta del Po, come la spatola, che a tratti ricorda una melodia blues.

La natura è sempre positiva? Eppure può anche diventare violenta ...
La natura restituisce una complessità emotiva in cui trovano spazio stati d’animo anche contrastanti. In alcune sonorità si percepisce qualcosa di vibrante, che scuote l’ascoltatore con la sua energia; in altre è minacciosa, l’alternarsi di frequenze alte e basse rende l’idea di una forza incontrollabile. Nel brano dedicato agli oceani, ad esempio, un movimento è realizzato con il rumore della rottura dei ghiacciai: sonorità che danno chiaramente l’idea di un allarme. D’altro canto, io stesso ho vissuto un'esperienza diretta quando due anni fa è esondato il torrente Cervo a Biella e l’acqua si è portata via parte di una palazzina della Città dell’Arte, dove era esposta la mia installazione “watermemories”, realizzata proprio con i rumori di quel torrente! Il fiume si è ripreso i suoi suoni. 

Qual è il ruolo dell’essere umano in questa grande sinfonia?
La presenza dell’uomo nell'ambiente naturale è minoritaria. Ed è tale anche nell'album, dove il suo umano appare solo in un brano, l’ultimo, quello dedicato alla montagna, un ecosistema che beneficia e ha sempre beneficiato della presenza umana. Sono voci “colorate”, registrate nei mercati andini.

Max Casacci

Max Casacci

A chi si rivolge la sua sperimentazione musicale e sonora? 

A tutti. Vorrei invitare ad acquisire una nuova consapevolezza nei confronti del nostro Pianeta, con una narrazione alternativa, a volte anche giocosa, per identificarsi in modo profondo con gli ecosistemi e le loro fragilità. In questo senso l’esperienza live, in cui la musica è accompagnata da immagini ad alto impatto visivo, la rende trasversale, per tutte le età. A partire da settembre porteremo questo nostro messaggio in molti teatri italiani, e sarò di volta in volta affiancato da vari “compagni” che hanno contribuito al progetto. Inevitabilmente, però, il pubblico di elezione è under 35: persone più curiose nei confronti della musica elettronica e più attente alle tematiche ambientali. 

I giovani: dal suo punto di vista di musicista, come e quanto li ha visti cambiare in questi anni? 
Tra pandemia, guerra, crisi climatica e crisi economica, i giovani di oggi sono forse quelli che più hanno saputo sviluppare un atteggiamento di resilienza di fronte alla complessità attuale. Sono fortemente convinto che rappresentino una risorsa da coinvolgere di più e meglio in tutti gli ambiti e processi decisionali,  altrimenti non possiamo lamentarci se andranno altrove a costruire un futuro che qui è loro negato. Non è un caso, ad esempio, che proprio i giovani siano i più impegnati nel “Fridays for Future”, un movimento che come Subsonica abbiamo sempre sostenuto: saremo presenti anche nel raduno internazionale in programma nei prossimi giorni a Torino.  

 

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