Saggi

Masochismo: non manette ma i nostri dolori

Copertina del libro Farsi male
di M. F.

Lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi in “Farsi male” (Einaudi) delimita un territorio vasto e oscuro delle nostre vite e relazioni, il masochismo. Un termine che turba, ma l’autore rileva come sia storia di tutti i giorni, percorrendo i dolori che attraversiamo tra convivenza e connivenza

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Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, è stato presidente della Society for Psychotherapy Research, ha ricevuto il premio Musatti, il Research Award dell'American Psychological Association, il Sigourney Award e dall'Associazione italiana di psicologia il Premio per la divulgazione scientifica, attività che conduce su Repubblica e La Stampa. L’affiancamento delle attività di ricerca, clinica e comunicazione gli rende sicuramente più facile identificare aree patologiche e problematiche di interesse pubblico. Per Einaudi, con cui ha già pubblicato tra gli altri “Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo”, ora si addentra in un territorio forse persino più vasto e oscuro con “Farsi male”.

Masochista è un aggettivo che ci turba, ma qui non si parla dell’area patologica che iconizziamo con fruste e manette, Lingiardi racconta la storia dei nostri dolori quotidiani, che percorriamo restando sul confine tra convivenza e connivenza, li subiamo ma ne siamo anche corresponsabili. Perché ci consumiamo in relazioni sbagliate, ci esponiamo al pericolo, ci sentiamo sempre in colpa, ci identifichiamo con l'aggressore, invochiamo nuovi tiranni, coltiviamo un sabotatore interno, estremizziamo l’autocritica, accettiamo la coazione a ripetere esperienze che dovremmo evitare e restiamo impigliati in legami avvelenati? Perché, molto semplicemente, vivere senza dolore è impossibile. Al massimo, e non è poco, possiamo contenerlo imparando a conoscerci, prima che farsi male diventi un’abitudine o addirittura una necessità, aumentando la consapevolezza. Succede a tutti, però possiamo provare a distinguere le sofferenze che ci colpiscono da quelle a cui noi stessi ci consegniamo.

Il saggio racconta quindi la vita di tutti i giorni, tra personalità e relazioni, unendo alle parole della psicoanalisi quelle della poesia e del cinema, con citazioni raffinate e popolari, da Ocean Wuong a Wisława Szymborska, Patrizia Cavalli ed Emily Dickinson, i cui versi sono di illuminante semplicità: “Non sono abituata alla speranza / Potrebbe irrompere / e la sua dolce parata profanare il luogo/ consacrato al soffrire”. La stessa semplicità di alcuni esempi in cui non molti potranno evitare di riconoscersi: “La tentazione di colmare un vuoto col dolore, l'incapacità di godere un successo, l'irresponsabile esposizione al pericolo, l'attribuzione a se di colpe non proprie, la ricerca dell’espiazione dopo essersi concessi un piacere, la paura che accada qualcosa di brutto perché è accaduto qualcosa di bello”.

Il masochismo è una condanna all’infelicità che ci comminiamo da soli. Una condizione forse troppo umana per evitarla. Nel finale, Lingiardi accenna al tema del masochismo politico, pur ammettendo che la deontologia imporrebbe di non applicare diagnosi a casi non trattati clinicamente.

Titolo: Farsi male. Variazioni sul masochismo
Categoria: Saggi
Autore: Vittorio Lingiardi
Editore: Einaudi
Pagine: 210
Prezzo: 14.00

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