Per secoli abbiamo tracciato una linea netta tra gli esseri umani e il resto del vivente. Il libro "Continuità" (Mimesis edizionidi) di Corrado Fizzarotti cancella, pagina dopo pagina, questa linea immaginaria, dimostrando come quel confine sia molto meno solido di quanto pensiamo.
La natura non è “altro” rispetto a noi, ma il contesto continuo in cui siamo immersi insieme a tutte le forme di vita, e questo sia che si guardi la questione da un punto di vista puramente evolutivo, sia da un punto di vista relazionale: individui, specie e habitat sono “nodi” di una fitta rete di connessioni, dipendenze reciproche e scambi dinamici continui. In questo senso, il titolo non è solo un concetto, ma quasi un esercizio mentale: imparare a pensare senza separazioni rigide.
Ripensare la relazione con il non-umano, tuttavia, è un’operazione complessa: le “green ethics” o etiche verdi contemporanee - molte delle quali si sono sviluppate sull’onda del crescente dibattito sul riscaldamento globale e il corretto utilizzo delle risorse - hanno, infatti, prodotto una molteplicità di idee, correnti e ideologie talvolta inconciliabili tra loro. Come superare, ad esempio, la dicotomia tra etica animale ed etica ambientale, dove la prima privilegia l’individualità degli esseri viventi e l’altra si concentra, invece, sugli ecosistemi nel loro insieme?
In un panorama frammentato, in cui molte voci sembrano divergere, la sfida è dimostrare che il concetto di continuità può rivelarsi il vero fulcro, una sorta di punto di appoggio per cercare armonizzazione e mediazione. E l’autore lo fa a partire dal rivalutare il contributo di Mary Midgley, filosofa inglese che, nel contesto del dibattito novecentesco su scienza, evoluzione, etica e ambientalismo, ha sviluppato un pensiero originale che punta proprio al concetto di continuità tra esseri umani e animali, opponendosi alla separazione tra natura e cultura, a favore di una visione olistica della conoscenza.
Il saggio si muove, infatti, tra etica animale, ecologia e filosofia della natura cercando un punto di incontro tra la tutela degli individui, degli animali e quella dei sistemi naturali nel loro insieme. Il risultato non è una soluzione definitiva, ma la proposta di un nuovo sguardo: più attento, più relazionale, meno antropocentrico. Una visione applicabile non solo alle grandi scelte politiche e collettive, ma anche alla vita quotidiana, ad esempio quando decidiamo cosa mettere nel carrello della spesa, dove andare in vacanza e, ad ampio raggio, come vivere il nostro rapporto con la natura.
Alla fine del libro, denso ma accessibile, resta una sensazione precisa: la questione ambientale non riguarda semplicemente come proteggere la natura, ma come ripensare il nostro posto dentro di essa, delineando un’etica relazionale che “ci ricorda che tutto è connesso, che nulla esiste da solo, e che la nostra libertà più profonda sta nel contribuire con consapevolezza, coraggio e responsabilità alla tessitura infinita della vita”.
Fizzarotti, attualmente assegnista di ricerca presso l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, è professore a contratto presso l'Università degli studi di Urbino Carlo Bo per il corso di Etica ambientale. Filosofo di formazione e con un PhD in Scienze umanistiche, ha già contribuito alla ricostruzione critica del pensiero midgleyano in “Mary Midgley: emozione, filosofia, ambiente” (Mimesis). In parallelo, cura attività editoriale e di public engagement continuativa attraverso la collaborazione con diverse riviste culturali.
Titolo: Continuità. Ripensare la nostra relazione con il non-umano
Categoria: Saggi
Autore: Corrado Fizzarotti
Editore: Mimesis / Filosofie
Pagine: 264
Prezzo: 26.00 euro