Vita di mare: Tubi

Vivere in un tubo

Sabella Spallanzanii
di Ester Cecere

È quanto fanno alcuni animali marini, come quelli appartenenti alle famiglie dei Sabellidi e dei Serpulidi, caratterizzati da un corpo formato da parti cilindriche. Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, illustra le caratteristiche di questi animali, che svolgono un ruolo importante negli ecosistemi acquatici

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Cosa rispondereste se vi proponessero di vivere in una casa a forma di tubo? Sicuramente pensereste che il vostro interlocutore è un buontempone. Eppure, ci sono esseri viventi che trascorrono l’intera vita proprio in un tubo. Stiamo parlando dei vermi tubicoli, anellidi marini appartenenti alle famiglie dei Sabellidi e dei Serpulidi. Sono invertebrati sedentari - che trascorrono cioè tutta la vita nello stesso posto, e si contrappongono agli erranti, che conducono vita libera -, metamerici poiché il loro corpo è formato da una serie di segmenti simili tra loro, detti appunto metameri, disposti in successione.

I Sabellidi costruiscono da sé stessi il tubo, secernendo un muco che funge da collante per le particelle di sedimento, cioè particelle di sabbia, frammenti di conchiglie, limo o detriti organici presenti nell’ambiente. Questo tubo è morbido e flessibile. In specie che vivono su fondi sabbiosi o fangosi, il tubo è infossato nel sedimento, è visibile solo l’apertura verso l’alto; in specie che vivono su substrati duri (rocce, pontili, relitti), il tubo può essere attaccato o cementato al substrato.  

Il primo segmento del corpo si prolunga in numerosi filamenti disposti a formare la corona radiolare, una sorta di corolla nella quale restano intrappolate le piccolissime particelle sospese nell’acqua, di cui l'animale si nutre, come fitoplancton (microalghe), zooplancton (microrganismi animali) e detrito organico, cioè frammenti di materia organica in decomposizione. Pertanto, gli Anellidi Sabellidi sono organismi filtratori. Se avvicinati, ritraggono prontamente la corona nel tubo.

Sono molto ricercati dagli acquariofili poiché sono decorativi in quanto la corona radiolare è colorata e vistosa, spesso con toni caldi come rosso, arancione, giallo, e talvolta striata o maculata.

Serpulidi su un mitilo

Di tutt’altra natura è il tubo degli Anellidi Serpulidi, molto meno visibili e appariscenti dei Sabellidi. Infatti, il loro tubo, di ridotte dimensioni, è costituito prevalentemente da carbonato di calcio, che viene secreto dall’animale tramite ghiandole specializzate che rilasciano granuli calcificati o una loro miscela che successivamente si indurisce. Oltre alla sostanza minerale, c’è una matrice organica di proteine e polisaccaridi che funge da struttura di supporto per i cristalli di carbonato.

I Serpulidi vivono attaccati a substrati duri quali rocce, conchiglie, scogliere, substrati artificiali (moli, pontili, ecc.). In quest’ultimo caso rientrano nel “fouling” (dall’inglese “to foule”, sporcare), cioè nell’insieme di organismi che colonizzano superfici sommerse artificiali (scafi, pontili, condotte, reti) e possono essere confusi con il substrato da un occhio non esperto. Sono, inoltre, tra gli organismi epibionti più comuni, poiché vivono sulla superficie di un altro organismo, che usano solo come supporto fisso, in quanto non lo danneggiano. Sono infatti facilmente osservabili sulle valve dei mitili.

Come i Sabellidi, anche i Serpulidi sono filtratori, anche se la loro corona radiolare non è appariscente come quella dei Sabellidi. A differenza di questi ultimi, hanno un opercolo che può chiudere l’ingresso del tubo quando l’animale si ritrae.

I Sabellidi e i Serpulidi svolgono ruoli ecologici molto importanti negli ecosistemi acquatici, in quanto rimuovono le particelle sospese nella colonna d’acqua come fitoplancton, detriti organici e piccolissimi organismi dello zooplancton, contribuendo così a migliorare la qualità dell’acqua, riducendone la torbidità e limitando la crescita eccessiva di alghe; trasformano le particelle sospese in feci e muco, che diventano materiale organico disponibile per altri organismi che vivono nei pressi del fondo; favoriscono il ricircolo dei nutrienti nei sedimenti e nella colonna d’acqua; formano strutture tridimensionali sui fondi, rendono così l’habitat più complesso, dando luogo a microhabitat per piccoli organismi (alghe, protozoi, crostacei, molluschi), aumentando, quindi, la biodiversità.

Per la loro capacità di “ripulire” l’acqua in cui vivono, sono usati come organismi biorimediatori negli impianti di Acquacoltura Multitrofica Intergrata (dove vengono allevate simultaneamente specie diverse) in quanto rimuovono dalle acque di allevamento le feci delle specie allevate e l’eventuale eccesso di cibo somministrato, impedendo che si accumulino sul fondo, dove possono causare inquinamento.

Svolgono anche un importante ruolo come indicatori ecologici poiché la loro presenza e abbondanza possono indicare buona qualità dell’acqua, essendo essi sensibili a inquinanti e ipossia, la carenza di ossigeno.

Crediti immagini:

L’anellide Sabella spallanzanii (Gmelin, 1791) (da Sabella spallanzanii - Alchetron, The Free Social Encyclopedia)

Serpulidi su un mitilo (da Serpulidi Spirobranchus triqueter e Spirobranchus lamarcki)

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