A ciascuno la sua pausa
I vari animali marini hanno differenti strategie di riposo, come spiega Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque, che illustra alcune di queste modalità, spaziando dal pesce pappagallo allo squalo, dalle tartarughe ai cavallucci marini, fino ai delfini e ai capodogli
Sicuramente non hanno la “pausa mensa” o le ferie, ma anche gli animali marini - che siano pesci, rettili o cetacei - per riposare hanno le loro pause che conquistano mettendo in atto strategie differenti. Esistono due "modi" che gli animali marini sfruttano per dormire: il riposo vigile, che corrisponde a una specie di veglia, quando il cervello riposa ma i sensi sono attivi, e il sonno vero e proprio, in cui si ha una sospensione delle attività.
Nei pesci, la pausa per il sonno non è pienamente visibile attraverso la chiusura delle palpebre, perché non ne sono dotati. Alcune specie quando dormono possono galleggiare o rifugiarsi sotto la sabbia, oppure rinchiudersi in una sorta di bolla protettiva. È questo il caso del pesce pappagallo, che al tramonto, utilizzando speciali ghiandole poste dietro le branchie, secerne una bolla di muco arricchito con antibiotici che lo avvolge completamente nel giro di circa 30 minuti. All’interno di essa il pesce trascorre l'intera notte senza correre il rischio di essere predato poiché il muco maschera il suo odore.
Gli iconici cavallucci marini, durante il periodo di riposo, si attaccano con la coda prensile ad alghe, coralli, spugne e foglie di piante marine. Questo posizionamento strategico consente loro di riposare rimanendo protetti da predatori e forti correnti.
Nei grandi banchi di pesci una parte si riposa mentre l’altra parte rimane di guardia; i due gruppi poi si danno il cambio.
Gli squali non smettono mai di nuotare per tutta la vita poiché hanno bisogno di continuare a muoversi per estrarre abbastanza ossigeno dalle branchie, pertanto non possono riposare stando fermi, come fanno gli altri animali. Un gruppo di ricerca della Florida International University ha notato degli squali posizionati controcorrente che muovevano a malapena le pinne e la coda. Hanno dedotto, quindi, che l’essere controcorrente favorisse un maggiore afflusso di acqua alle branchie consentendo loro di riposare.
Capodogli che dormono
Le tartarughe marine, che sono rettili, hanno bisogno di riemergere di tanto in tanto per respirare. In genere, possono rimanere immerse per un periodo compreso tra 45 minuti e un'ora durante le loro normali attività anche se di solito emergono per un respiro veloce ogni 6 minuti circa prima di tuffarsi di nuovo. Tuttavia, possono dormire in acqua per lunghe ore senza annegare perché durante il sonno il loro tasso metabolico si riduce. Pertanto, hanno bisogno di meno ossigeno rispetto a quando sono sveglie.
Veniamo ora ai cetacei che, com’è noto, sono mammiferi e, pertanto, hanno anch’essi bisogno di emergere per respirare. Nei cetacei come i delfini, durante la fase del riposo, c’è alternanza tra la veglia e il sonno dei due emisferi celebrali e la chiusura di un solo occhio alla volta, quello dell’emisfero controlaterale. In tal modo una parte del cervello rimane attiva e consente all’individuo di emergere e respirare, per poi tornare di nuovo in apnea. Il sonno uni-emisferico può durare da alcuni minuti ad alcune ore. Il delfino si sveglia ogni qualvolta uno dei due emisferi si addormenta, L'altro emisfero riesce a compensare la mancanza di sonno solo parzialmente; ciò dimostra che il meccanismo di controllo del sonno è indipendente tra i due emisferi anche se tra loro coordinato. Il sonno uni-emisferico, dunque, permette al delfino di mantenere sempre l’attività motoria, consentendogli non solo di raggiungere la superficie per la respirazione, ma di rimanere in allerta e darsi alla fuga al sopraggiungere di eventuali predatori. L’attività di un solo emisfero durante il sonno è stata confermata con l’elettroencefalogramma: la registrazione ha mostrato, infatti, che la temperatura dell’emisfero dormiente diminuisce sensibilmente.
Anche i capodogli hanno il sonno uni-emisferico. Essi dormono in verticale perché tale posizione consente loro di raggiungere più rapidamente la superficie quando devono respirare; inoltre, la posizione verticale limita lo sforzo muscolare legato ai movimenti, permettendo all'animale di riposare tutto il corpo.