Focus: Spazio

Un satellite per le foreste

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di Cecilia Migali

Monitorare lo stato di salute di superfici boschive e terreni agrari dallo spazio è l'obiettivo di Flex (Fluorescence Explorer), missione dell'Agenzia spaziale europea a cui contribuisce l'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr. Sarà la prima spedizione a monitorare l'attività fotosintetica della vegetazione terrestre utilizzando una tecnica basata sulla fluorescenza della clorofilla

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Monitorare lo stato di salute di foreste e terreni agrari dallo Spazio. È questo l'obiettivo di Flex (Fluorescence Explorer), missione dell'Agenzia spaziale europea Esa a cui contribuisce anche l'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr. Candidata per la settima spedizione Earth Explorer del 2013 accanto ai progetti Premier e CoReH2O, Flex sarà la prima missione a monitorare l'attività fotosintetica della vegetazione terrestre utilizzando una tecnica innovativa, basata sulla misura del segnale di fluorescenza della clorofilla.

"La fluorescenza è una frazione dell'energia luminosa catturata dalla clorofilla che viene riemessa dalla pianta sotto forma di luce", spiega Franco Miglietta dell'Ibimet-Cnr e membro del Mag (Mission Advisory assessment group) dell'Esa. "Si tratta di un parametro non facile da rilevare, ma molto importante perché fornisce un riscontro immediato e preciso sulle dinamiche della fotosintesi, da cui possiamo trarre informazioni preziose sullo stato di salute delle piante. Una pianta in buona salute emette infatti una fluorescenza maggiore rispetto a una pianta sottoposta a stress ambientali".

Flex rappresenta una novità rispetto. "I satelliti impiegati oggi per queste indagini", prosegue il ricercatore dell'Ibimet, "stimano solo indirettamente la fotosintesi delle piante attraverso indici di riflettenza, ossia la quota di radiazione solare non assorbita dalla pianta ma riflessa verso lo spazio: un indicatore molto meno puntuale rispetto alla fluorescenza".

Cuore della missione, il sofisticato sensore Floris (Fluorescence Imaging Spectrometer) che, una volta superati tutti i test, sarà lanciato in orbita, monitorando l'attività delle piante dai tropici alle aree boreali. "Il satellite utilizzerà specifiche lunghezze d'onda dello spettro luminoso in cui la radiazione proveniente dal sole è attenuata dall'assorbimento dell'atmosfera", aggiunge Miglietta. "Ed è proprio in queste lunghezze d'onda che è possibile misurare il segnale di fluorescenza".

Sensori simili a quelli che saranno usati nel nuovo satellite sono già stati impiegati per una campagna sperimentale finanziata dall'Esa nel Sud-Ovest della Francia, che ha coinvolto ricercatori di vari paesi europei. "I team hanno lavorato a terra, in aree campione, misurando le proprietà della vegetazione", conclude il ricercatore, "mentre tre aerei, messi a disposizione dal Cnr e dall'Inta (Instituto Nacional de Técnica Aeroespacial) spagnolo hanno sorvolato le zone di studio, portando a bordo sensori in grado di realizzare le misure di Flex e simulando oggi ciò che il satellite potrebbe osservare".

Fonte: Franco Miglietta, Istituto di biometeorologia, Firenze, tel. 055/3033736 , email f.miglietta@ibimet.cnr.it