Vita Cnr

Coste a rischio clima

coste
di F.G.

Vector, il progetto partecipato dal Cnr che studia l'influenza dei cambiamenti climatici sul panorama costiero italiano, ha l'obiettivo di prefigurare i mutamenti morfologici che si verificheranno nei prossimi decenni

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Con un convegno scientifico organizzato presso la sede Cnr di Roma e dedicato a 'Il futuro della ricerca sui cambiamenti climatici in Italia', si è concluso il progetto Vector: Vulnerabilità delle coste e degli ecosistemi marini italiani ai cambiamenti climatici e loro ruolo nei cicli del carbonio mediterraneo. L'ampia iniziativa di ricerca ha avuto come capo fila il Conisma e i contributi di ricerca del Cnr, dell'Ingv, della Stazione zoologica 'Anton Dohrn', dell'Enea, dell'Ogs, dell'Icram.

Vector ha studiato in particolare gli effetti su alcune zone costiere 'sensibili' quali la laguna di Venezia, l'alto e il medio Adriatico, la Calabria ionica, il Golfo di Napoli e Salerno e le coste toscane, aree depresse spesso soggette ad allagamenti in conseguenza sia delle attività antropiche sia delle rispettive conformazioni geologiche.

La ricerca ha analizzato, per ciascuna zona, le variazioni nel regime dei venti e il loro effetto sul moto ondoso, sulla marea e sulle correnti costiere, le variazioni nelle precipitazioni atmosferiche e il loro impatto sul trasporto di sedimento nell'area costiera e la variazione del livello del mare. Obiettivo era prefigurare una mappa dei mutamenti che potranno interessare le aree costiere andando a modificare la morfologia delle spiagge, le modalità di circolazione costiera e dei trasporti litoranei e gli impatti sulle opere e sule aree occupate dall'uomo sulle falde di acqua dolce delle pianure costiere.

Una 'mappa' di cruciale importanza in un in cui le mutate condizioni delle precipitazioni piovose - che tendono a concentrarsi in intervalli temporali molto ristretti, vedi il fenomeno dei sempre più frequenti 'tropical storms'- provocano alluvioni o inondazioni con danni materiali ingenti e perdite di vite umane.

"Da tempo assistiamo a eventi di questo genere lungo le nostre coste, e se ormai le previsioni meteorologiche annunciano con sufficiente precisione l'arrivo di perturbazioni, non siamo ancora in grado di comprendere le conseguenze che questi fenomeni possono avere sulla nostra vita", afferma il direttore del progetto Cesare Corselli dell'università di Milano Bicocca. "Da qui la necessità di mettere a punto modelli in grado di evolversi alla stessa velocità del clima planetario, e di far convergere gli sforzi della ricerca nazionale e internazionale in un'unica direzione".

È dunque in un'ottica sovranazionale che proseguirà l'attività di Vector, attualmente inserito tra gli 'endorsed projects' di Imber (Integrated marine biogeochemistry and ecosystem research), iniziativa che coinvolge le migliori forze internazionali nello studio degli impatti dei cambiamenti climatici sugli equilibri biologici e geochimici degli oceani.

Fonte: Cesare Corselli , Università di Milano Bicocca, direttore del Progetto Vector, tel. 02/64484331, email corselli@unimib.it

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