Recensioni

I dolori di Daniel e Ponzio Pilato

Copertina del libro Quid est veritas?
di M. F.

L’editore Ignazio Pappalardo ha raccolto due testi di Michail Bulgakov e Anatole France su Ponzio Pilato in “Quid est veritas?”, la scrittrice Piedad Bonnett ha elaborato il lutto per il figlio suicida in "Quel che non ha nome". Al fondo dei due libri, la sofferenza che condiziona la vita

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L’incontro tra Ponzio Pilato e Gesù di Nazareth attraversa come una digressione tutto il capolavoro di Michail Bulgakov, “Il maestro e Margherita”, e l’autore vi inserisce un riferimento apparentemente marginale a un aspetto fisico presumibilmente legato alla formazione e all’esperienza dell’autore come medico. Il procuratore chiede infatti all’imputato “Cos’è la verità?” e l’uomo che sta per essere crocifisso (dopo un insufficiente tentativo di salvarlo) risponde: “La verità è, prima di tutto, che ti fa male la testa, e fa così male che pensi vigliaccamente alla morte”. Il riferimento è ovviamente simbolico ma anche letterale, come sa chiunque soffra di emicrania in modo grave: si tratta davvero di un dolore che può far desiderare di spegnerlo a qualunque costo.

Parallelamente, tutto il dialogo è metaforico della surreale e straniante vicenda nella quale è inserito: l’ambiguità e i limiti umani, l’ineluttabilità del destino sono i cedevoli pilastri alla base di qualunque potere e regime. “Il maestro e Margherita” è infatti un affresco di nitidezza straordinaria della dittatura sovietica, nonostante o, forse, proprio per la chiave narrativa fantastica scelta da Bulgakov. Che, assieme alla personale simpatia di Stalin, gli consentì l’esenzione da persecuzioni di particolare durezza.

Bene ha fatto quindi l’editore Ignazio Pappalardo, che ha raccolto l’intera digressione pilatesca, assieme con un testo di Anatole France sul “procuratore di Giudea”, in un volume utile a illuminare uno dei molti personaggi dei Vangeli solo apparentemente marginali. Il volume uscirà in nuova edizione a inizio 2025.

Il tema della sofferenza insostenibile torna in un’altra opera per la quale “Quel che non ha nome” è un titolo perfetto: se c’è un dolore indicibile è infatti quello della morte di un figlio, così come il suicidio è il mistero insondabile per eccellenza. Piedad Bonnett ha assommato le due esperienze quando il figlio Daniel Segura, all’età di 28 anni, si è lanciato dal tetto di un edificio di New York, dove frequentava un master alla Columbia University.

La poetessa e drammaturga colombiana ha elaborato la tragedia ricostruendo vita e sofferenza del ragazzo, segnate dalla malattia mentale, attraverso le testimonianze rimaste in libri, lettere, diari, ricordi, opere d’arte. “Ho provato a dare alla tua vita, alla tua morte e alla mia pena un senso. Altri innalzano monumenti, incidono lapidi. Io ti ho di nuovo partorito, con lo stesso dolore, per farti vivere un altro po’, per non farti sparire dalla memoria. E l’ho fatto con le parole, perché loro, che sono mobili, che parlano sempre in modo diverso, non pietrificano, non fanno le veci di una tomba. Sono il poco sangue che posso darti, che posso darmi”.

Una ricerca di senso disperata attraversa queste pagine: “Quasi per consolarlo, o forse per consolare me, ci sono giorni in cui rievoco l’immagine di mio figlio”, prosegue Piedad Bonnett. “Per dirgli nell’orecchio che la sua è stata una scelta legittima, che è meglio la morte rispetto a una vita indegna, condizionata dalla spaventosa consapevolezza che l’io, che è tutto quel che siamo, è abitato da un altro”.

“La vita ridata a Daniel, attraverso la scrittura, ha qualcosa di luminoso, la grandezza della pietà”, ha scritto Annie Ernaux, mentre Mario Vargas Llosa osserva: “Vita, morte e letteratura si mescolano in modo drammatico in questa straordinaria testimonianza”.

Titolo: Quid est veritas?
Categoria: Saggi
Autori: Michail Bulgakov, Anatole France
Editore: Ignazio Pappalardo
Pagine: 125
Prezzo: 14,00

Titolo: Quel che non ha nome
Categoria: Saggi
Autori: Piedad Bonnett
Editore: Codice
Pagine: 128
Prezzo: 14,00