Focus: Scienza in gioco

Facilitare le discipline scientifiche con il gioco

rendile semplici
di Silvia Perrella

Nonostante il crescente impegno nel rendere la scienza accessibile, la divulgazione scientifica non sempre riesce a tradurre concetti complessi in un linguaggio comprensibile e coinvolgente per tutti. È per superare queste barriere che nascono strumenti innovativi come i giochi scientifici. Abbiamo analizzato il tema con Francesco Romano dell’Istituto di informatica giuridica e sistemi giudiziari del Consiglio nazionale delle ricerche

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Esistono diverse piattaforme che offrono giochi e attività scientifiche per adulti e bambini. Per chi ama i quiz e i giochi di parole, sono disponibili anche strumenti che offrono sfide da superare, come ad esempio “Rendile semplici”, che permette di creare e risolvere cruciverba a tema giuridico, trovando parole semplici in alternativa ad altre più complesse, utilizzate nei documenti legali. Il gioco prevede una versione cartacea da usare in presenza, già sperimentata con ragazze e ragazzi di tutte le età in Festival di divulgazione scientifica, e una versione ipertestuale disponibile online sulla piattaforma del progetto “Change the Game: giocare per prepararsi alle sfide di una società sostenibile”.

“Da sempre le ricercatrici e i ricercatori dell’Istituto di informatica giuridica e sistemi giudiziari (Igsg) del Cnr si occupano del linguaggio e in modo particolare di quello giuridico. Da qualche anno l’Istituto collabora fattivamente con il gruppo ‘Comunicazione della scienza’ dell’Area della ricerca di Firenze, partecipando a seminari di orientamento per le studentesse e gli studenti delle scuole medie superiori e organizzando Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) per le scuole, giornate divulgative come ‘Scienza Estate’, ‘La notte dei ricercatori’, ‘i 180 secondi di scienza’ e così via. Ed è proprio nell’ambito di una di queste manifestazioni che, con la collega Sara Desideri è nata l’idea di ‘Rendile semplici’, un cruciverba particolare, in cui nelle tipiche definizioni, divise tra orizzontali e verticali, al posto dei classici rompicapi, abbiamo inserito quesiti con parole giuridiche, espressioni desuete oppure semplicemente complicate (stallo plateatico, istanza, nelle more di …, ecc.) che dovevano essere decifrate e quindi spiegate con termini più semplici da parte dei giocatori”, spiega Francesco Romano, del Cnr-Igsg.

Rendile semplici

Un gioco per i più giovani, ma adatto anche alle persone adulte. “Il pubblico a cui abbiamo pensato era quello dei giovani, ma spesso si sono divertiti anche i meno giovani o i bambini piccoli. Il gioco è stato presentato al Bologna Play 2025 dove, presso lo stand del Cnr, decine di grandi e piccini si sono avvicendati a giocare con noi. Questa esperienza credo che dimostri che se da un lato bisogna fare formazione a chi scrive atti e testi istituzionali, per scriverli nel modo più chiaro e semplice possibile, dall’altro bisogna anche fornire strumenti a chi tali testi deve leggerli e comprenderli”, prosegue l’esperto, che conclude: “Anche in questo contesto vanno a inquadrarsi le attività didattico divulgative rivolte alla cittadinanza, di cui il cruciverba fa parte. Da non dimenticare infine le attività didattiche progettate con le colleghe anche di altri istituti del Cnr (Icmate e Ismed) per realizzare percorsi formativi per comunicare contenuti delle istituzioni pubbliche semplici e inclusivi anche rispetto al genere”.

I giochi scientifici possono avere quindi diversi vantaggi, come ad esempio rendere l'apprendimento più divertente e coinvolgente, aiutando a mantenere l'attenzione e la motivazione. Possono inoltre aiutare a sviluppare abilità cognitive come la memoria, la logica e la risoluzione di problemi. Questi strumenti dimostrano come il gioco possa trasformarsi in un potente mezzo educativo, capace di coinvolgere, stimolare il pensiero critico e rendere quindi accessibili anche i concetti più complessi.

Fonte: Francesco Romano, Istituto di Informatica Giuridica e Sistemi Giudiziari, francesco.romano@cnr.it

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