Focus: Riparare

Antiossidanti: molecole utili per l’organismo

Cellule
di Alessia Famengo

I radicali liberi, detti anche Ros e Rns, sono molecole relativamente semplici coinvolte in una serie di processi fisiologici, tra questi la guarigione delle ferite e la riparazione dei tessuti. Tuttavia, a concentrazioni elevate, queste molecole possono indurre una serie di danni all’organismo attraverso una serie di processi classificata come “stress ossidativo”.  Gli organismi viventi hanno sviluppato vari meccanismi basati su enzimi o su molecole in grado di bilanciare la quantità di radicali liberi e di riparare i danni ai substrati costituenti delle cellule, come lipidi, proteine e Dna

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Sentiamo spesso parlare degli antiossidanti, sostanze che sono in grado di tamponare il cosiddetto “stress ossidativo”, l’insieme di quei processi scatenati da una serie di molecole, correlati all’invecchiamento cellulare e all’insorgenza di alcune malattie, come il diabete, il cancro, le forme artritiche, le malattie neurodegenerative. I meccanismi di azione delle molecole antiossidanti sono vari e complessi: fungono da “trappole” per i cosiddetti radicali liberi e/o ne inibiscono la produzione e riparano le biomolecole danneggiate. Entrati oramai nel linguaggio comune come per la parola “antiossidanti”, i radicali liberi sono principalmente specie molto reattive che contengono ossigeno o azoto, detti in gergo Ros (specie reattive dell'ossigeno) e Rns (specie reattive dell'azoto), anche se alcune molecole non sono chimicamente specie radicaliche, come l’acqua ossigenata (H2O2), un Ros. La loro produzione può essere sia catalizzata da fattori esterni - come inquinamento, fumo o l’esposizione alle radiazioni - sia derivare direttamente dai processi metabolici e di riparazione dell’organismo. A concentrazioni controllate, infatti, Ros e Rns hanno funzioni fisiologiche ben specifiche. Ad esempio, sono fondamentali nella riparazione e rigenerazione dei tessuti in seguito a una ferita, sia per la loro azione antibatterica che per il loro ruolo di messaggeri molecolari, orchestrando e regolando i processi come la crescita e la migrazione cellulare, l’angiogenesi e la rimodellazione dei tessuti. La guarigione di una ferita funziona fintantoché i livelli fisiologici di Ros e Rns sono controllati da particolari enzimi e proteine: un loro eccesso porta al processo opposto, la cronicizzazione della ferita. Non a caso, nelle persone diabetiche, le ferite croniche sono tra le complicanze più diffuse, perché uno degli effetti dell’iperglicemia è proprio l’elevato squilibrio a favore della produzione di Ros.

Vetrino

In generale Ros e Rns deteriorano molecole di importanza biologica come lipidi (ad esempio acidi grassi e colesterolo), proteine e il Dna stesso, processi che portano al danneggiamento delle cellule. I meccanismi associati sono molto complessi e spesso difficili da investigare per la varietà di prodotti che si formano: semplificando molto, queste molecole “perdono” un atomo, di solito l’idrogeno, quando reagiscono con i radicali liberi. L’azione di riparazione degli antiossidanti è quella di ritrasferire l’atomo perso ripristinando la forma originale della biomolecola. Chiaramente anche i meccanismi di contrasto correlati sono molteplici e una loro descrizione esaustiva è molto complicata. L’organismo ha sviluppato due principali strategie, una basata su enzimi in grado di neutralizzare i radicali liberi, la seconda basata invece sulla chimica di composti come il glutatione e le vitamine C ed E, che reagiscono direttamente con i Ros. In particolare, la vitamina E, liposolubile, protegge le membrane lipidiche delle cellule dall’ossidazione, mentre la vitamina C, ripristina la forma attiva della vitamina E, oltre che a reagire con i Rons e i Ros presenti.

Nonostante sia noto il ruolo dei radicali liberi sul funzionamento dell’organismo, la ricerca si sta focalizzando sulla descrizione dettagliata della loro azione a livello molecolare in relazione a una specifica patologia, per identificare quelle vie di reazione che possono essere intercettate per ridurre al minimo il danno e/o ripristinare lo stato di salute iniziale. Tra le tematiche di ricerca correlate, si colloca lo studio di nuove molecole antiossidanti e di estratti naturali: non solo la sintesi di molecole analoghe, ma anche l’ottimizzazione delle formulazioni e dei processi di drug-delivery sono tra gli obiettivi della ricerca in questo campo per rendere questi composti efficaci dal punto di vista terapeutico. Un altro ambito di studio importante e molto attuale è quello della correlazione fra dieta e stile di vita con i processi associati allo stress ossidativo, nell’ottica della prevenzione di malattie molto impattanti, come il diabete e altri disordini metabolici.

Fonte: Alessia Famengo, Istituto, di chimica della materia condensata e di tecnologie per l’energia, alessia.famengo@cnr.it

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