Teatro

C'è “Panic” a teatro

Una scena dello spettacolo Panic
di Rita Bugliosi

Al centro dello spettacolo, in scena dal 4 al 16 dicembre al Teatro Argentina di Roma, ci sono cinque giovani, le cui storie di paure e insicurezze scorrono tra reale e virtuale. Un campeggio di fine anno scolastico cambierà le vite dei protagonisti, che si aiuteranno a vicenda per superare le loro ansie

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È rivolto ai ragazzi dai 14 anni in su il progetto teatrale “Panic”, visibile al Teatro Argentina di Roma dal 4 al 16 dicembre. Nucleo della rappresentazione è il tema della paura, un'emozione diffusa, che può a sua volta generare rabbia e tristezza, cancellando ogni possibilità di raggiungere la felicità, oltre a determinare comportamenti distruttivi e autodistruttivi, come è emerso dagli incontri laboratoriali che gli autori hanno svolto con i ragazzi nella fase preparatoria della rappresentazione. Lo spettacolo ha per protagonisti cinque giovani, le cui situazioni e i cui comportamenti ricalcano quelli emersi nei coetanei partecipanti ai laboratori. Sofocle ha un rapporto conflittuale con i genitori e l'ansia di non soddisfare le loro aspettative, oltre ad avere la mania di contare e catalogare tutto e ad essere iper-igienista e compulsivo, caratteristiche che ne fanno un oggetto di scherno da parte dei coetanei. C'è Ivan, che per paura di essere escluso dal gruppo si fa coinvolgere in situazioni sciocche ed è preso di mira da Ivan, un rapper bulletto che tende a bere troppo. Ci sono poi Ines, la sorella di Sofocle, molto popolare sul web e apprezzata anche nella realtà non virtuale ma afflitta da disturbi dell'alimentazione. E Sarah, una ragazza cinica e a tratti sgradevole.

Una scena dello spettacolo Panic

A Ines piace Ivan, mentre a Sofocle piace Sarah, che però non riesce a innamorarsi sul serio. Le loro storie, per motivi differenti derivanti dalle loro rispettive paure, fanno fatica a decollare, e anche l'amicizia tra Sofocle e David va in crisi a causa di reciproche incomprensioni. Un campeggio di fine anno scolastico segnerà però una svolta per i protagonisti e ognuno dei cinque giovani aiuterà almeno un altro di loro a superare una fobia. Il messaggio veicolato da “Panic” è dunque che la paura per essere sconfitta va affrontata e la pièce vuole spingere a farlo, partendo proprio dalle voci e dalle sensazioni dei ragazzi.

In effetti, l'adolescenza è un momento complesso dello sviluppo umano, come sottolinea Antonio Cerasa, neuroscienziato dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr: “Un gran numero di malattie psichiatriche, soprattutto quelle relative ai disturbi di ansia, viene diagnosticato proprio durante questo periodo della vita: dal punto di vista comportamentale, i giovani vivono in maniera totalizzante le emozioni primarie e queste influenzano fortemente il funzionamento cognitivo e sociale. Il modello di funzionamento sociale prevede che ogni deviazione dalla 'giusta' condotta venga interpretato come difetto da correggere. Gli studi nel campo delle neuroscienze hanno rivelato però una visione più ecologica: l'adolescenza è un periodo in cui le emozioni devono prendere il sopravvento e in cui la capacità di regolarle non può che essere difficoltosa. E questo stato di sfasamento è essenziale per la futura autoregolazione che avverrà con l'età adulta. In altre parole, l'eccesso di impulsività, aggressività e di ansia/paura nei confronti dell'ambiente esterno sono manifestazioni fisiologiche di un adattamento sociale che è differente per ogni persona e che necessita di tempi e modalità diverse. Quindi, se un giovane manifesta eccessive risposte emotive di fronte a particolari eventi ambientali, non va giudicato negativamente, bisogna invece capire cosa non ha funzionato nel mancato adattamento tra il singolo e l'ambiente che lo circonda. Il focusing va spostato sull'ambiente, non sull'incapacità del singolo”.

Una visione nuova. “Per molti neuroscienziati l'adolescenza viene considerata non una fase problematica ma, al contrario, una momento di sviluppo essenziale per plasmare il cervello adulto”, conclude Cerasa. “In questo periodo l'essere umano deve essere attivamente incoraggiato a esplorare ed esperire nuove emozioni, perché acquisire queste nuove esperienze aiuterà a modellare le traiettorie di neurosviluppo che poi saranno visibili e utili quando sarà adulto. Questa nuova concezione sta prendendo piede in diversi settori pubblici, anche nella scuola, e sostituirà a breve il vecchio modello che vedeva nell'adolescenza un periodo difficile da raddrizzare il prima possibile”.

La scheda

Titolo: Panic

Regia: Tommaso Capodanno

Cast: Sveva Tedeschi, Luca Ferrini, Alberto Melone, Niccolò D’Ottavio, Maria Vittoria Argenti, Sergio Andrei

Info: http://www.teatrodiroma.net/doc/6519/panic

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