Musei scientifici: Calore

Il Museo della spiaggia

Museo della spiaggia
di Maddalena Rinaldi

Andare in spiaggia e trovarsi in un museo. È possibile in provincia di Savona, dove sorge una piccola realtà museale dedicata allo studio della diversità ambientale del territorio e alla tutela del patrimonio tangibile e intangibile del paesaggio costiero

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Il Museo della spiaggia, singolare sito turistico e culturale che sorge lungo la passeggiata del golfo a Laigueglia (Sv), in uno stabilimento balneare, Bagni Capo Mele, è realizzato in collaborazione con il Cnr e le Università di Genova e Firenze e conserva le peculiarità della spiaggia, per celebrare il valore storico culturale e identitario del luogo. Denominato il Mu“SEO” questo insolito luogo culturale, che si snoda tra sabbia e conchiglie, tutela piante autoctone e in via di estinzione, proponendo un nuovo approccio al turismo esperienziale, offrendosi al contempo come luogo di sperimentazione di nuovi linguaggi e narrazioni.

Il percorso espositivo, capace di mettere in relazione pubblici molto diversi tra loro, consente al visitatore di vivere un’esperienza ibrida, tra natura e cultura, percorrendo ambienti scenografici ricreati con le dune, atti a realizzare un’atmosfera naturale e una comunicazione visiva e tecnologica coinvolgente. Al turista il museo offre una visita slow, che privilegia la qualità del tempo, dando maggior valore all’esperienza, attraverso l’adozione di ritmi più lenti, e maggiore attenzione al panorama circostante. L’allestimento si ispira al concetto del “giardino in movimento” di Gilles Clément, ingegnere, biologo e paesaggista.

Museo della spiaggia

Il percorso espositivo, capace di mettere in relazione pubblici molto diversi tra loro, consente al visitatore di vivere un’esperienza ibrida, tra natura e cultura, percorrendo ambienti scenografici ricreati con le dune, atti a realizzare un’atmosfera naturale e una comunicazione visiva e tecnologica coinvolgente. Al turista il museo offre una visita slow, che privilegia la qualità del tempo, dando maggior valore all’esperienza, attraverso l’adozione di ritmi più lenti, e maggiore attenzione al panorama circostante. L’allestimento si ispira al concetto del “giardino in movimento” di Gilles Clément, ingegnere, biologo e paesaggista.

Denominato “Il Giardino dell’ozio”, il percorso espositivo riqualifica una porzione di paesaggio con le sue tipicità nell’intento di migliorare le attività sulla costa per promuovere un ecosistema costiero più sostenibile e resiliente. Gli oggetti esposti, dal valore evocativo e simbolico, sono esemplari significativi di materiali costieri, salati, sbiancati e levigati dalla permanenza in mare e che il museo si propone di studiare, conservare ed esporre.  Denominati gli “straqui” (dal dialetto ligure “i materiali che le mareggiate rilasciano sulla spiaggia”), sono per la gran parte materiali di recupero spiaggiati durante le mareggiate e riutilizzati e valorizzati per creare microambienti adatti alla salvaguardia delle specie protette dei fiori di spiaggia. Il museo conserva e protegge, infatti, più di 22 specie di Psammofile (arbusti e fiori tipici della spiaggia protetti dalla legge D.EU.43/92/CEE2210) e i microambienti naturali che consentono il loro habitat.

Oltre alla ricostruzione di ambienti naturali, il percorso si snoda tra pannelli informativi sulla storia, la cultura e la ricchezza naturalistica del luogo, coinvolgendo il turista visitatore anche attraverso laboratori esperienziali.

Informazioni

Nome: Museo della spiaggia

Tipologia: naturalistico

Indirizzo:  Laigueglia (SV)

Sito Web: https://www.capomele.it/

Credits fotografici: sito web

 

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