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Un’introduzione alla statistica con un tocco di leggerezza

stat
di Alessandro Frandi

In un’epoca in cui l’informazione è abbondante ma l’interpretazione scarseggia, comprendere i numeri non è più solo una questione da addetti ai lavori, è una necessità. A questa esigenza risponde con audacia e ironia il matematico e filosofo Haim Shapira, con il suo nuovo libro dal titolo tanto provocatorio quanto ambizioso: “Probabilmente il miglior libro di statistica mai scritto” (Apogeo, 2025) 

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Il titolo dato al suo ultimo volume  - “Probabilmente il miglior libro di statistica mai scritto” (Apogeo) - da Haim Shapira strizza l’occhio al lettore e rivela fin da subito il tono del libro: brillante, giocoso, mai banale. L’autore parla al lettore non con superiorità, ma con complicità: non si limita a spiegare concetti - medie, percentili, scale logaritmiche, deviazione standard -, ma li inserisce in un contesto di situazioni quotidiane che spaziano dalle recensioni online ai rischi pandemici, dalle lotterie alla teoria delle cospirazioni. L’obiettivo è chiaro: fornire strumenti pratici per navigare tra le probabilità del mondo reale, smascherare le fallacie statistiche e prendere decisioni più razionali in un ambiente sempre più incerto e rumoroso. 

A differenza di molti manuali tecnici, Shapira non si rivolge a un pubblico di studenti di matematica. Questo libro non è un compendio di formule, ma una guida alla mentalità statistica. La statistica, ci ricorda l’autore, non è solo calcolo: è pensiero critico applicato alla realtà. E quando applicata con consapevolezza, può aiutarci a evitare trappole cognitive, come il bias di conferma (errore sistematico del pensiero che porta le persone a cercare, interpretare e ricordare le informazioni in modo da confermare le proprie convinzioni o ipotesi preesistenti, ignorando o sminuendo quelle che le contraddicono), l’effetto ancoraggio (bias cognitivo che porta le persone a fare stime o prendere decisioni basandosi troppo sul primo valore che ricevono, anche se questo valore è del tutto arbitrario), o l’illusione di causalità (porta a percepire un legame di causa-effetto tra due eventi che in realtà sono solo correlati). 

L'autore cita, in chiave più leggera e divulgativa, alcune idee diffuse da esperti come Daniel Kahneman ('Pensieri lenti e veloci') e Gerd Gigerenzer ('Il piccolo libro del buon senso'), ma lo fa con uno stile personale, che unisce storytelling, esempi pratici e un uso brillante dell’umorismo. Uno dei meriti maggiori di questo testo è la sua capacità di insegnare il “dubbio statistico”. Quando leggiamo che un farmaco ha “efficacia al 95%” o che “le probabilità di pioggia sono del 70%”, sappiamo davvero cosa significa? E come possiamo difenderci da chi usa i numeri per manipolare, semplificare o spaventare? Shapira non dà solo risposte, ma ci insegna a porre le domande giuste. Questo è forse il cuore più prezioso del libro: la statistica come bussola epistemologica in un mondo confuso. 

In conclusione, il testo possiede dei punti di forza: non richiede conoscenze matematiche pregresse; è utile a studenti, insegnanti, comunicatori, manager o a chiunque voglia pensare in modo più razionale; usa esempi recenti, anche post-pandemia, rendendo il testo estremamente rilevante; ha uno stile coinvolgente e un approccio etico, evidenziando l’importanza dell’onestà nell’uso dei dati e della responsabilità nel comunicarli. Chi cerca un testo accademico o un manuale universitario di statistica troverà il contenuto piuttosto “soft”. Le formule sono poche e il rigore matematico lascia spazio all’intuizione. Ma questa è una scelta prettamente editoriale: l’obiettivo del libro è formare lettori più critici, non statistici professionisti. 

Titolo: Probabilmente il miglior libro di statistica mai scritto
Categoria: Saggio 
Autore: Haim Shapira 
Editore: Apogeo 
Pagine: 288 
Prezzo: 19,90 euro