Focus: Differenze uomo donna

Donne: la longevità è multifattoriale

Donna anziana
di Rita Bugliosi

Il sesso femminile ha in media un’aspettativa di vita di cinque anni maggiore rispetto a quella maschile. Tante le cause ipotizzate: dall’età più giovane nella quale alcune malattie colpiscono gli uomini allo svolgimento da parte di questi di lavori più usuranti, fino all’effetto negativo degli ormoni androgeni

Pubblicato il

Dal Rapporto Istat 2016 emerge come l’aspettativa di vita nel nostro Paese sia notevolmente aumentata rispetto al passato e come ci sia ancora una differenza tra la longevità femminile e maschile anche se, per entrambi i sessi, si registra un lieve calo dal 2014 al 2015: in un anno si è passati infatti da 80,3 a 80,1 anni per gli uomini e da 85 a 84,7 anni per le donne. Le regioni più anziane sono Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana, le meno anziane Campania e Sicilia.

La situazione non è stata però sempre questa. Uno studio condotto dagli scienziati della University of Southern California Leonard Davis School of Gerontology pubblicato su 'Proceedings of the National Academy of Sciences’ ha evidenziato come le differenze di genere siano emerse all’inizio del secolo scorso. Gli studiosi hanno scoperto che, tra gli individui nati dopo il 1880, i tassi di mortalità femminili sono diminuiti più velocemente del 70% rispetto a quelli maschili.

"La cause sono probabilmente più di una”, spiega Paolo Vezzoni dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica (Irgb) del Cnr di Milano. “In primo luogo, alcuni tipi di tumori, come quelli di mammella, utero, ovaio, prostata, sono presenti solo in uno dei due sessi; ma in generale la differenza di mortalità tra uomini e donne per queste forme di cancro non è enorme: in Italia nel 2012 si sono avuti 99.000 decessi per tumore fra gli uomini e 77.000 fra le donne. Allo stesso modo, numerose malattie colpiscono gli uomini con maggiore frequenza o più precocemente di quanto non avvenga per le donne. È il caso, ad esempio, dell’infarto, che colpisce il sesso maschile a un’età inferiore. Dunque, anche se il numero di donne morte per infarto fosse uguale a quello degli uomini, la precocità del decesso contribuirebbe ad abbassare l’età media maschile”.

Coppia di anziani

Tra le altre le cause prese in considerazione dal ricercatore dell’Irgb-Cnr, “i morti per incidenti stradali, dove si contano più maschi, probabilmente perché gli uomini alla guida percorrono molti più chilometri. È anche possibile che alcuni mestieri usuranti o pericolosi vengano esercitati più da uomini che da donne”.

All’origine della maggiore longevità femminile vi sono però anche motivi legati alla fisiologia. Una delle spiegazioni fornite è collegata alla produzione di androgeni. “Sembra che questi ormoni maschili abbiano un ruolo negativo sulla sopravvivenza, in quanto, in cambio di una maggior reattività a vari stimoli, riducono l’aspettativa di vita”, prosegue Vezzoni. “Il loro effetto sul sistema cardiocircolatorio rende gli uomini più soggetti a infarti, ictus e patologie vascolari. È come se si avesse a disposizione una quantità fissa di benzina da consumare: su una Ferrari si esaurisce prima che con una Cinquecento. Naturalmente, queste sono solo ipotesi”.

Le cose potrebbero però cambiare in futuro. “È possibile che, con il modificarsi delle abitudini, anche la durata della vita dei due sessi possa modificarsi”, conclude Vezzoni. “La forbice potrebbe ridursi e avviarsi verso la parità. In tal caso, speriamo che ciò avvenga a seguito di un aumento della sopravvivenza degli uomini e non di una diminuzione della durata di vita delle donne...”.

Fonte: Paolo Vezzoni, Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr, Milano, tel. 02/26422614, e-mail: paolo.vezzoni@itb.cnr.it

Argomenti