Sui fondali della caldera dei Campi Flegrei giacciono numerosi reperti archeologici. In quest'area, caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, Salvatore Passaro, dell'Istituto di scienze marine (Ismar) del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con l'Università del Sannio, compie ricerche per mezzo di pionieristiche sonde termiche, che misurano la temperatura della colonna d'acqua.
"Monitoriamo le alterazioni del normale profilo di temperatura lungo la colonna, in modo da poter risalire a zone di emissione di fumi”, spiega l'esperto. “Lo scopo è, in sostanza, scoprire se al tempo dei romani queste emissioni potessero essere in grado di riscaldare la colonna d'acqua fino alla superficie. Una delle caratteristiche delle emissioni è di non essere costanti, in termini di intensità nel tempo. E negli ultimi duemila anni, probabilmente, possono esserci state variazioni molto significative, sia in termini di quantità che di temperatura". Queste attività sono state illustrate in un documentario andato in onda su Rai5, dal titolo: “Bai-I restauri del Parco archeologico sommerso”, da cui abbiamo estratto la parte di intervista a Passaro. Il docu-film è nato dalla collaborazione tra il Cnr, l'Istituto centrale per il restauro e il Parco archeologico dei Campi Flegrei, e ha l'obiettivo di preservare gli antichi reperti in fondo al mare attraverso il lavoro di un team multidisciplinare che opera con tecniche innovative.