Il 27 maggio compie trent'anni il progetto “La città dei bambini” dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche. Ideato nel 1991 da Francesco Tonucci, ricercatore e pedagogista del Cnr-Istc, esso si ispira ai principi della legge n.176 del 27 maggio dello stesso anno - che ratifica la convenzione Onu sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (20 novembre 1989) - secondo la quale “piccoli cittadini” meritano un interesse preminente, devono poter esprimere opinioni sulle questioni che li riguardano, hanno il diritto al tempo libero e al gioco.
Grazie al progetto, in molte città e municipi sono sorti i Consigli dei bambini, alcuni dei quali anche in pandemia non hanno smesso di riunirsi tramite piattaforme on line. Primo fra tutti Fano, centro marchigiano dove il progetto ha avuto inizio nel 1991, quando per un giorno, il 27 maggio, la città fu “regalata” all'infanzia.
Da allora a oggi l'iniziativa “La città dei bambini” coordinata dal Cnr-Istc si è arricchita di attività ed esperienze in circa duecento città di quindici Paesi nel mondo: Italia, Svizzera, Spagna, Francia, Portogallo Libano Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Messico, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay. Tanti i temi affrontati: l'autonomia di movimento nelle città, la disponibilità degli spazi di gioco, la risposta dei Consigli comunali di bambini alle restrizioni da Covid 19. In Italia, hanno aderito all'iniziativa i sindaci di Carpi (Mo), Castel Madama (Rm), Fano (Pu), Latina, Lenola (Lt), Malnate (Va), Comune di Milano-Municipio 1, Novi di Modena (Mo), Piombino (Li), Rescaldina (Mi), Roma-Municipio 8, San Giorgio a Cremano (Na).
Filo conduttore che unisce il progetto nelle diverse realtà è la necessità di dare ascolto al punto di vista dei piccoli cittadini sulla vivibilità delle città e dei suoi spazi.