Per ricordare Franco Battiato, scomparso lo scorso 18 maggio, abbiamo chiesto una testimonianza a Roberto Cacciapaglia, musicista, compositore, protagonista della scena musicale internazionale, legato all'artista siciliano da un profondo rapporto di amicizia e di collaborazione professionale, ma anche dall'interesse per la ricerca spirituale. Cacciapaglia ha condiviso la fase sperimentale della produzione musicale di Battiato, concretizzatasi negli album: “Pollution” (dicembre 1972) - promosso nel 1973 in un tour dalle atmosfere magnetiche e psichedeliche – “Sulle corde di Aries” dello stesso anno, “Clic” (1974). Ha inoltre arrangiato “Gioielli rubati”, album di canzoni per Alice, prodotto Vox di Giuni Russo.
Nella sua produzione musicale integra tradizione classica e sperimentazione elettronica, con una ricerca sui poteri del suono nello stabilire un contatto emozionale con l'ascoltatore.
Milanese di nascita, si diploma in composizione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, dove studia anche direzione d'orchestra e musica elettronica. Lavora allo studio di fonologia della Rai e negli anni '70 collabora con il Cnr-Cnuce di Pisa studiando le applicazioni del computer in campo musicale; nel 1974 pubblica “Sonanze”, il primo lp quadrifonico in Italia, dove emerge la sperimentazione con strumenti elettronici, tastiere e sintetizzatori che contaminano la musica contemporanea.
Il compositore si è esibito in teatri prestigiosi e per importanti istituzioni sia in Italia che all'estero. Tra le sue opere: Quarto tempo (2007); Canone degli spazi (2009); Ten Directions - Il lancio del pensiero (2010). Alphabet 2014; Tree of Life che contiene la Tree of Life Suite per il night show dell'Albero della vita-Expo 2015, Diapason (2019). In occasione delle celebrazioni dedicate ai 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri, ha collaborato con la sua opera alla mostra “L'amor che move il sole e l'altre stelle”.