"Phasmafood” è un dispositivo portatile per monitorare la qualità del cibo. Il prototipo è dotato di sensori spettroscopici che registrano lo spettro visibile, quello di fluorescenza e quello infrarosso del materiale che si intende monitorare. Alla base c'è un progetto europeo di cui fa parte il Cnr con gli Istituti di fotonica e nanotecnologie (Ifn) e di scienze delle produzioni alimentari (Ispa).
Grazie a questo strumento, presentato nella sezione Agrifood Innovation di Maker Faire 2020, si possono individuare le contaminazioni e le alterazioni alimentari tramite una rapida analisi. “Basta settare i parametri opportuni, inviare la richiesta alla scheda elettronica che controlla i sensori e l'acquisizione ha inizio”, spiega Francesca Bertani del Cnr-Ifn. Al termine dell'analisi, i dati vengono trasferiti dal dispositivo alla App, da dove è già possibile avere conferma o meno dell'autenticità del campione.
“Il prossimo obiettivo è la miniaturizzazione dello strumento, per renderlo utilizzabile sia dal consumatore finale che dall'industria alimentare, in tutta la filiera, dal prodotto grezzo a quello finale”, aggiunge Annamaria Gerardino del Cnr-Ifn.