Editoriale

Anche l'Italia può essere un paese per giovani

Per aggiungere un altro germe di speranza, citiamo tutti i bravissimi studenti che hanno partecipato all'ultima edizione di Inv-Factor, il concorso per giovani inventori organizzato dall'Istituto ricerche sulle popolazioni e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche. In particolare, i nove finalisti che il prossimo 9 settembre si contenderanno il titolo: anche quest'anno, hanno dato una dimostrazione di fantasia, capacità e competenze che fa ben sperare nella scuola italiana.
di Marco Ferrazzoli

Nei giorni scorsi, Armando Massarenti riportava sul Sole 24 Ore domenicale una buona notizia "di quelle apparentemente 'minime'": i quattro studenti italiani hanno ben figurato alle Olimpiadi di biologia di Taipei, grazie alle loro capacità e agli 'allenatori' dell'Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali.

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Nei giorni scorsi, Armando Massarenti riportava sul Sole 24 Ore domenicale una buona notizia "di quelle apparentemente 'minime'": i quattro studenti italiani hanno ben figurato alle Olimpiadi di biologia di Taipei, grazie alle loro capacità e agli 'allenatori' dell'Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali.

Condividiamo: è anche grazie a questi segnali minori che dobbiamo coltivare la fiducia nel nostro futuro, in un periodo nel quale questa pratica sembra ridotta al lumicino. Per aggiungere un altro germe di speranza, citiamo tutti i bravissimi studenti che hanno partecipato all'ultima edizione di Inv-Factor, il concorso per giovani inventori organizzato dall'Istituto ricerche sulle popolazioni e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche. In particolare, i nove finalisti che il prossimo 9 settembre si contenderanno il titolo: anche quest'anno, hanno dato una dimostrazione di fantasia, capacità e competenze che fa ben sperare nella scuola italiana.

E poi, sempre restando alle notizie delle ultime settimane, la presentazione degli Highlights 2009-2010 del Cnr, che raccolgono i migliori 200 tra i 14 mila articoli pubblicati nel biennio dai ricercatori dell'Ente sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, a conferma che gli scienziati italiani se la cavano benissimo nella competizione internazionale. E ancora, i ben cinque premi su dieci conquistati all'European Phisical Society dai fisici italiani, tra cui il presidente Luciano Maiani. Insomma: il sistema della ricerca nel suo complesso può e deve senz'altro migliorare, ma senza dimenticare le molte risorse ed eccellenze che possiamo vantare. Davanti al Global Innovation Index dell'Insead, classifica dell'innovazione che monitora 125 paesi (e quasi tutta la popolazione e il pil mondiali), possiamo per esempio deprimerci per il 35° posto che ci pone assai distanti da competitor quali Francia (22esima) e Germania (12esima!), oppure evidenziare i tre posti guadagnati rispetto all'anno scorso. Fermo restando che i ranking di questo tipo sono sempre accompagnati da accese polemiche metodologiche.

In queste e nelle prossime settimane, i nostri ricercatori dovranno intraprendere la fondamentale competizione per i 53 bandi del VII Programma quadro dell'Unione Europea, che mettono in palio sette miliardi di euro. L'ampiezza delle collaborazioni attivabili è un elemento di valutazione fondamentale da parte dei decisori: di nuovo, quindi, la capacità di fare rete a livello internazionale e con imprese e partner del proprio paese può fare la differenza.

Ai nostri ricercatori, in particolare a quelli che passeranno anche agosto a lavorare, magari per partecipare ai bandi, e a tutti i nostri lettori, auguriamo un periodo di relax e divertimento. Contiamo di ritrovarci tutti a settembre, quando l'Almanacco della Scienza ritornerà on line con la sua consueta periodicità quindicinale.