Ester Cecere, formerly a researcher at the Cnr Water Research Institute, explains the characteristics that distinguish marine animals capable of living in the frigid Antarctic waters, where the temperature is below freezing
Ester Cecere, formerly a researcher at the Cnr Water Research Institute, explains the characteristics that distinguish marine animals capable of living in the frigid Antarctic waters, where the temperature is below freezing
In una ipotetica competizione tra diverse specie di animali marini, Ester Cecere già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, stila la classifica dei pesci più veloci. Al primo posto c’è il marlin nero che può arrivare fino a 110-120 km/h. Ma anche altri, come il pesce vela, il marlin striato e il wahoo sono molto rapidi
Esistono animali marini che, per sfuggire ai predatori, sono diventati invisibili grazie alla trasparenza che caratterizza il loro corpo. Questa particolarità riguarda soprattutto i pesci degli abissi, dal momento che a queste profondità non penetrano i raggi solari che ne comprometterebbero la trasparenza. A parlarci di queste specie è Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Esistono specie marine che si credevano estinte e che invece continuano a essere presenti. Tra queste c’è il Celacanto, che si credeva sparito 66 milioni di anni fa e che invece è ancora presente nei fondali., come racconta Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Questi animali lo fanno attraverso le variabili ambientali, in particolare la temperatura e la luce solare, fattori che regolano il ciclo dei nutrienti. Ce lo spiega Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
A utilizzarla con questa funzione sono specie marine come i polpi e i cavallucci marini, come spiega Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, che ricorda anche alcuni progetti sul tema condotti da diverse strutture scientifiche, tra le quali c’è anche l’Istituto per lo studio degli impatti antropici e la sostenibilità nell'ambiente marino del Cnr di Palermo
Sono molti gli abitanti marini che sono in grado di rigenerare parti del loro corpo: lo fanno le stelle marine, ma anche alcuni vermi, i molluschi e gli aracnidi. Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, illustra le capacità di alcuni di loro
Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, spiega il funzionamento e l’utilizzo della bioluminescenza e della biofluorescenza, fenomeni grazie ai quali alcuni organismi viventi, tra i quali gli animali marini, emettono o assorbono luce. Queste tecniche vengono utilizzate per vari scopi, come per esempio attirare le prede, comunicare con potenziali partner per l’accoppiamento, ma anche favorire la comunicazione tra individui della stessa specie
A lasciare tracce in questo habitat sono i fossili. E questi segni possono essere sia di origine biologica, lasciate cioè da esseri viventi, sia abiologica, ossia generati da un’azione fisica. A parlarcene è Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
È quanto fanno alcuni animali marini, come quelli appartenenti alle famiglie dei Sabellidi e dei Serpulidi, caratterizzati da un corpo formato da parti cilindriche. Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, illustra le caratteristiche di questi animali, che svolgono un ruolo importante negli ecosistemi acquatici
Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque, racconta l’origine di questi attrezzi, risalenti a tempi molto remoti - addirittura, sembra, al 27000 a.C. -, ne illustra i diversi tipi e spiega i danni che possono provocare agli ecosistemi marini, a causa della loro dispersione in acqua. Oggi però il problema è affrontato a livello mondiale grazie alla "Global Ghost Gear Initiative", che ne consente il recupero e, in alcuni casi, il riciclo
I vari animali marini hanno differenti strategie di riposo, come spiega Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque, che illustra alcune di queste modalità, spaziando dal pesce pappagallo allo squalo, dalle tartarughe ai cavallucci marini, fino ai delfini e ai capodogli
In occasione della manifestazione “ScienzEstate”, alla quale partecipano università ed enti di ricerca, il Cnr-Lamma ha proposto il gioco “La notte dei dati perduti”, incentrato sul tema del monitoraggio delle coste e della sua importanza, tema affrontato anche dal progetto “Amis-Sistemi avanzati di monitoraggio e gemelli digitali per la sicurezza e resilienza della costa", del quale la struttura dell’Ente è partner. Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr illustra il progetto e le sue finalità
L’aumento delle temperature che interessa la Terra ha effetti anche sulle acque, determinando un riscaldamento degli oceani. Questo fenomeno, a sua volta, si ripercuote sugli ecosistemi marini e sulle barriere coralline, che subiscono uno sbiancamento. Ma ricadute si hanno anche sulle gorgonie, soggette a morie. A parlarcene è Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Quando si prova attrazione per un’altra persona si fa di tutto per farsi notare da essa. Lo stesso fanno anche molte specie marine - dal cavalluccio marino ai delfini dalla pinna gibbosa, dal calamaro lucciola alla rana pescatrice degli abissi- come ci racconta Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, che illustra le diverse tattiche messe in atto da ciascuna di queste
Il nostro Pianeta è composto da un’elevata percentuale di acqua, nella quale si trovano specie in grado di vivere sia sulla terraferma che in mare. Di alcune di queste e delle loro caratteristiche parla Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
A procedere con calma sono alcuni animali marini come il lamantino, lo squalo della Groenlandia, il cavalluccio marino, la stella marina e l’anemone dei quali illustra le particolarità Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
A narrare la storia e l’evoluzione di questa disciplina scientifica, citandone le tappe e i personaggi fondamentali che l’hanno caratterizzata - da Aristotele ad Anton Dohrn - è Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Numerose specie marine che vivono negli oceani Artico e Antartico, ma anche nelle profondità abissali, hanno trovato il modo di adattarsi a questi ambienti ostili; le lontre marine, ad esempio, trattengono il calore grazie a una densa pelliccia, i cetacei, invece, hanno sviluppato uno strato di grasso sottocutaneo che agisce da isolante termico. Ce ne parla Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Quando pensiamo al mare ci viene in mente la spiaggia dove in estate trascorriamo gradevoli giornate di riposo. In realtà, esso è fonte di numerosi benefici sia per gli effetti diretti che ha sulla nostra salute, sia per i cosiddetti “servizi ecosistemici” che ci garantisce, come spiega Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Anche gli animali comunicano tra loro, non sempre utilizzando un linguaggio fonico, ma ricorrendo a modalità diverse quali i movimenti, i colori o gli sguardi. Ester Cecere, dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, illustra quelle utilizzate da diverse specie marine concentrandosi in particolare sui cetacei
Tra le raffigurazioni presenti nei mosaici sono molte quelle che rappresentano animali e, tra questi, ci sono naturalmente anche quelli marini, come ricorda Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, che propone una panoramica delle opere che li propongono. Le specie raffigurate sono davvero numerose: dal polpo al calamaro, dallo scorfano alla spigola, fino al dentice e alla triglia
Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr parla di questo crostaceo - originario dell’Oceano Atlantico ma che ormai popola anche il Mare Nostrum - riportandone le caratteristiche, ma sottolineando anche come costituisca una minaccia per le specie indigene, in particolare per i molluschi bivalvi come vongole e cozze
Se le onde radio - con le quali Guglielmo Marconi ha reso possibile l’invio di segnali a distanza senza l’utilizzo di fili - hanno trasformato la nostra vita, le onde sonore sono fondamentali per alcuni animali, tra i quali delfini, orche e capodogli. Ester Cecere, dell’Istituto di ricerca sulle acque spiega come sia proprio grazie ad esse che queste specie possono utilizzare l’ecolocalizzazione, riuscendo così a orientarsi e individuare eventuali ostacoli