Tra questi, particolare attenzione è rivolta ai Pfas, composti largamente utilizzati nell’industria in virtù delle loro proprietà idro-oleorepellenti. L’eccezionale stabilità chimica, che li rende estremamente utili in diverse applicazioni, è anche la causa della loro elevata persistenza nell'ambiente, tanto da valergli l’appellativo di "inquinanti eterni". Un'altra categoria particolarmente importante è rappresentata dai residui di farmaci, in particolare degli antibiotici, che contaminano gli ecosistemi acquatici contribuendo alla diffusione dell'antibiotico-resistenza, un serio problema per l’efficacia dei medicinali e una minaccia per la salute pubblica globale. A questi si aggiungono gli interferenti endocrini, sostanze chimiche in grado di alterare le funzionalità ormonali, e i sottoprodotti della disinfezione delle acque potabili.
“Attualmente, le principali tecniche utilizzate per la rimozione di inquinanti emergenti riguardano l’adsorbimento mediante filtri a carboni attivi, che trattengono le molecole degli inquinanti o attraverso l’utilizzo di filtrazione a membrana oppure a osmosi inversa. Si sta valutando l’opportunità di utilizzare nanomateriali come grafene o strutture metallo-organiche (Mof) anche come filler di membrane: proprio in questo ambito, negli ultimi anni, abbiamo studiato sistemi basati su macromolecole arricchite con grafene ossido, un materiale che riesce a distribuirsi uniformemente in acqua. Quest’ultima tecnologia, oltre a consentire un filtraggio fisico delle acque, alla stregua di un setaccio, sfrutta il grafene per trattenere le molecole inquinanti attraverso interazioni su scala molecolare. È quanto avviene anche con i carboni attivi, sfruttando però una chimica diversa. Se ci si pensa, dal punto di vista ambientale, sono proprio alcuni settori applicativi della chimica a essere spesso considerati ad alto impatto, ma è la stessa branca della scienza che ci sta consentendo di trovare soluzioni tecnologiche per combattere questi inquinanti. In questo contesto, gli strumenti di modellazione predittiva e l'Intelligenza Artificiale rappresentano un'opportunità strategica per accelerare la progettazione di nuovi materiali e individuare soluzioni su misura per specifiche classi di contaminanti”, chiarisce la ricercatrice, che conclude: “Investire nello sviluppo di materiali funzionali, sistemi adsorbenti e piattaforme di riconoscimento molecolare sempre più sostenibili, selettive e modulari significa contribuire alla tutela dell'acqua, una risorsa essenziale per la salute delle persone, la resilienza degli ecosistemi e il futuro stesso del nostro Pianeta”.