Primo Congresso DiCulther, spazio all’intelligenza culturale ai tempi dell’IA
Si svolge online, dal 9 al 18 ottobre, il primo Convegno nazionale DiCulther incentrato sull’intelligenza culturale nell’era dell’IA, i cui verbi utilizzati nel titolo - coltivare, educare e umanizzare -, parlano di persone, comunità e futuro e sono l’indirizzo della Call for Papers rivolta a studiosi, docenti e ricercatori che possono inviare i loro contributi entro il 30 agosto. Previsto anche il premio Dino Buzzetti, che selezionerà i migliori lavori di “intelligenza culturale”
L’Intelligenza artificiale non è solo una questione tecnica, ma una sfida antropologica ed educativa che si rivolge a ogni comunità educante per prendere posizione. Questa la riflessione proposta lo scorso maggio dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, sfida che viene raccolta dal primo Congresso nazionale di DiCultHer dal titolo “Coltivare, educare, umanizzare. Laboratorio di intelligenza culturale”, che si terrà online dal 9 al 16 ottobre 2026.
L’evento sarà occasione non solo per integrare l’IA, ma per governarla culturalmente e portare poi questo confronto nei territori, nelle scuole e nei luoghi della cultura. I tre verbi utilizzati nel titolo del convegno non parlano di tecnologie, ma di persone, comunità e futuro, che costituiscono l’indirizzo culturale della Call for Papers proposta per l’evento. Coltivare in un tempo di accelerazione tecnologica significa costruire infrastrutture culturali durature, non risposte digitali; educare, riguarda il senso, la responsabilità e la cittadinanza digitale, ma significa anche formare docenti e studenti capaci di esercitare una regia umana; umanizzare, riguarda la dignità, le relazioni e anche come indirizzare l’IA al servizio dell’inclusione, della pluralità culturale e di genere e della democrazia.
Questa manifestazione vuole dare forma e voce a ciò che già esiste nelle scuole, nei musei, negli archivi, nelle università e nelle comunità educanti, e creare uno spazio in cui queste esperienze possano riconoscersi e dialogare. La Call for Papers, che chiude il 30 agosto, e le cui informazioni e modalità di partecipazione si trovano nel sito, invita studiosi, docenti, ricercatori educatori ed operatori culturali a proporre contributi scientifici, esperienze documentate e riflessioni teoriche tra IA, cultura, educazione, patrimonio e comunità educanti, con particolare attenzione alle sfide aperte da Magnifica Humanitas e ai sei assi tematici. Asse 1: dignità, non delega e responsabilità, ciò che non può essere delegato all’IA come pensiero critico, giudizio, responsabilità educativa, cura; asse 2:verità, fonti ed ecologia della comunicazione, media literacy, disinformazione, la verità come bene comune; asse 3: dati, patrimonio e beni comuni digitali, archivi, licenze, proprietà intellettuale, accesso equo alla conoscenza; asse 4:ecologia integrale, sostenibilità e IA, IA, Agenda 2030, Laudato si, responsabilità intergenerazionale; asse 5:lavoro culturale, orientamento e intelligenza culturale, professioni culturali, workers of Cultural Intelligence, creatività; asse 6:disarmare l’IA, pace digitale, bias, discriminazioni, sfida pedagogica e civica.
I contributi selezionati faranno parte del programma del Congresso e confluiranno nella rivista Culture Digitali e nel quarto volume della serie “Patrimonio culturale digitale” (Stamen). Sarà inoltre istituito il Premio Dino Buzzetti, dedicato a una figura che ha segnato profondamente il dialogo tra umanesimo, informatica e cultura digitale, e che è stata riferimento fondativo tanto per DiCultHer quanto per la comunità delle Digital Humanities in Italia e a livello internazionale. Gli ambiti di riferimento del bando devono riguardare: IA e cultura; IA ed educazione; patrimonio culturale digitale; cittadinanza digitale e diritti; Digital Humanities in chiave critica e umanistica. Verranno selezionati i migliori “oggetti di intelligenza culturale”, come segno di una memoria viva, capace di generare futuro, che si distinguano tra l’altro per rigore culturale, metodologico e scientifico, attenzione alle dimensioni educative, etiche e sociali dell’IA e per l’apertura al dialogo con le comunità. Una commissione scientifica assegnerà il riconoscimento sulla base di alcuni criteri, tra cui coerenza, qualità e originalità del contributo, capacità di generare dialogo e futuro.
DiCultHer è un network culturale e scientifico che riunisce istituzioni scolastiche, università, enti di ricerca, musei, archivi e studiosi per sviluppare l’intelligenza culturale e digitale nella società contemporanea.
Informazioni: https://www.diculther.it/blog/2026/02/18/primo-congresso-nazionale-diculther-2026/