Tanto non mi vedi
Esistono animali marini che, per sfuggire ai predatori, sono diventati invisibili grazie alla trasparenza che caratterizza il loro corpo. Questa particolarità riguarda soprattutto i pesci degli abissi, dal momento che a queste profondità non penetrano i raggi solari che ne comprometterebbero la trasparenza. A parlarci di queste specie è Ester Cecere, già ricercatrice dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr
Quando pensiamo agli animali marini, soprattutto ai pesci ma anche a certi molluschi nudibranchi, le lumachine senza conchiglia, il nostro immaginario si popola dei pesci delle scogliere coralline dalle tinte vivacissime ma anche di alcune specie ittiche tipicamente mediterranee non meno colorate, come la “donzella pavonina” (Thalassoma pavo Linnaeus, 1758). Generalmente i colori vivaci - rosso, giallo, arancione e nero - sono utilizzati da molti animali, detti aposematici, come strategia di difesa per avvertire i predatori della loro pericolosità. Con questi segnali visivi indicano la presenza di veleno nelle loro cellule o il cattivo gusto delle loro carni. Altra strategia di difesa meglio conosciuta è il mimetismo, come quello “fanerico”, che consiste nella capacità di un organismo di imitarne un altro allo scopo di trarne vantaggio, ad esempio uno aposematico; e quello “criptico”, tramite il quale invece l'organismo si confonde con l'ambiente circostante allo scopo di rendersi invisibile al suo predatore o alla sua preda. Ne è un esempio la seppia che, grazie ai cromatofori, può cambiare rapidamente il colore della sua pelle, adattandosi perfettamente all’ambiente circostante.
E poi ci sono quegli animali che per non essere predati sono diventati… invisibili. Sono trasparenti e, pertanto, è difficilissimo vederli. Ma la trasparenza non è da tutti poiché richiede condizioni particolari. Infatti, gli animali trasparenti hanno una struttura esile e delicata, spesso di forma piatta, e non possono avere forti elementi di sostegno. Per questo motivo si sono evoluti in mare, dove è l’acqua a sostenere il corpo. Inoltre, sono trasparenti solo i pesci abissali perché la luce del sole, che penetra per decine di metri sotto la superficie, ne avrebbe compromesso la trasparenza. Nei pesci delle profondità abissali, invece, la trasparenza si estende a tutti i tessuti del corpo che mancano di pigmentazione. Gli unici elementi visibili restano gli occhi, la cui struttura è simile a quella degli altri pesci, e il contenuto dello stomaco, specialmente dopo aver mangiato. Una volta che l’animale muore, il corpo perde questa caratteristica, diventando opaco.
Nonostante la trasparenza sia una strategia di difesa efficace, non garantisce una protezione totale. Alcuni predatori, infatti, riescono a percepire la luce polarizzata, che anche gli organismi trasparenti riflettono.
Scorfano foglia (Chris Newbert/Minden Pictures/Corbis)
Un tipico pesce trasparente è lo “scorfano foglia” (Taenianotus triacanthus Cuvier, 1829). Lungo appena 10 centimetri, deve la sua caratteristica a minuscole squame trasparenti, che assorbono la luce in modo tale da renderlo praticamente invisibile. Inoltre, le cellule della sua pelle contengono cristalli di guanina (una delle basi azotate fondamentali che compongono gli acidi nucleici, come Dna e Rna), che riflettono la luce in modo da confondere i predatori. Lo scorfano foglia in fase larvale è completamente trasparente poi assume una colorazione variabile dal verde all'azzurro, ma anche da adulto la sua pelle rimane comunque traslucida. E periodicamente la cambia, sfilandosela quasi come un calzino. Vive in prossimità del reef nella zona Indo-Pacifica in acque profonde, tra i 200 e i 1.000 metri di profondità, dove non arriva la luce solare.
Ma la trasparenza è una caratteristica anche di altri gruppi animali, come i molluschi. Il “calamaro di vetro” vive nelle acque di media profondità di tutti i mari del mondo, ma è praticamente introvabile. Lungo solo dai 4 ai 10 centimetri, è detto anche "calamaro batiscafo" perché regola la profondità di galleggiamento riempiendo e svuotando di acqua la cavità anteriore del mantello.
Un altro mollusco completamente trasparente è l'Atlanta peronii (Lesueur, 1817) un piccolo gasteropode (i gasteropodi sono molluschi che nella maggior parte dei casi, come in questo, hanno una conchiglia) che vive nei banchi di plancton, in profondità, nei mari tropicali. La minuscola conchiglia trasparente, del diametro di circa 8 mm, ha sfumature di colore che vanno dal rosa al blu.
Anche tra i crostacei non mancano specie che esibiscono questo super potere. Infatti le specie del genere Cystoma annoverano un piccolo gamberetto che vive nelle acque del Golfo del Messico. Totalmente trasparente, lo è persino il suo stomaco; diventa visibile quando si avvicina alla superficie dove basta un raggio di luce per illuminarlo e farlo risaltare alla vista.
Tra i pesci trasparenti ricordiamo gli avannotti (si chiamano così gli stadi giovanili) di diverse specie come quelli che vengono definiti “pesci ghiaccio”, che vivono nell'Oceano Antartico. Sono gli unici pesci ad essere privi di emoglobina anche da adulti e hanno quindi il sangue incolore. Per compensare la mancanza di emoglobina, i pesci ghiaccio hanno generalmente vasi sanguigni più grandi rispetto agli altri pesci.
Trasparenti sono anche gli avannotti dei “pesci chirurgo” e dei cosiddetti “pesci scatola”, questi ultimi chiamati così per la loro forma geometrica dovuta al carapace solido, triangolare o scatolare che vivono nell'Oceano Atlantico. Anche il lectocefalo, lo stadio larvale delle anguille marine, è trasparente.
Osservando queste insolite creature non si può fare a meno di pensare agli oggetti di vetro Murano e realizzare come alcune di esse, nella loro efficienza difensiva, possono anche essere incredibilmente belle.