Musei scientifici: Assenza

Esporre l’assenza per salvare il ricordo dall’oblio

Inaugurazione
di Maddalena Rinaldi

A Bologna, nel cuore del quartiere la Bolognina, c’è uno spazio in cui silenzio e vuoto sono interrotti solo dal sussurro continuo di un respiro luminoso. È il Museo per la memoria di Ustica, un luogo dove la tragedia del 27 giugno del 1980 viene sottratta all'oblio attraverso un’opera site specific dell'artista Christian Boltanski

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Inaugurato nel 2007 il Museo per la memoria di Ustica è un luogo dove la silenziosa assenza di vita grida vendetta grazie all’imponente installazione permanete dell’artista francese Christian Boltanski. La tragedia dell’aereo DC-9 Itavia, che venne abbattuto mentre era in volo verso Palermo, con a bordo 81 persone, viene rievocata da Boltaski attraverso un’enorme ricostruzione dei resti del velivolo posta al centro della sala espositiva. Attorno a questo tragico scheletro di metallo, l’artista ha costruito una cornice evocativa pensata per coinvolgere il visitatore in una riflessione profonda e individuale.

L'installazione si articola su elementi simbolici che richiamano il numero delle vittime: 81 luci che pendono dal soffitto, accendendosi e spegnendosi al ritmo di un respiro, e 81 specchi neri disposti lungo il ballatoio che riflettono l'immagine di chi cammina rendendolo parte integrante dell'opera. Dietro ogni specchio, altrettanti altoparlanti emettono frasi sussurrate e pensieri comuni, sottolineando la casualità e l'ineluttabilità di quanto accaduto. Le frasi richiamano la normalità della vita di chiunque, evidenziando come le vittime fossero persone comuni colte da un evento imprevisto e contribuiscono ad evocare la dimensione umana della tragedia. Il sussurro continuo rende tangibile il senso di fatalità che ha avvolto la tragedia del DC-9.

Ustica

Attorno ai resti del velivolo sono disposte 9 grandi casse nere e al loro interno sono custodite decine di oggetti personali appartenuti ai passeggeri: scarpe, occhiali, vestiti e persino pinne e boccagli. Frammenti di vita assenti e invisibili, la cui presenza però è documentata nella "Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870", una pubblicazione che invita lo spettatore a diventare protagonista nella ricostruzione della verità. Anche in questo caso l’artista, che ha fatto della memoria e del ricordo la sua cifra stilistica, espone testimonianze di esistenze passate, tracce di una memoria che l'osservatore ripercorre salvandola dall’oblio.

Il museo, di proprietà del MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna), è stato realizzato grazie all'Associazione dei Parenti delle vittime della strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti. Il progetto ha visto il sostegno di numerose istituzioni, tra cui il Comune e la Regione, uniti nel voler restituire alla città un luogo di testimonianza rigorosa.

L'opera di Boltanski, scomparso nel 2021, continua così a interrogare il pubblico sul concetto di tempo e sulla dimensione evocativa del ricordo, trasformando una tragedia collettiva in una solitudine del pensiero che spinge all'azione e alla consapevolezza.

Tipologia: museo storico artistico

Indirizzo:  via di Saliceto, 3/22

Sito Web: https://www.museomemoriaustica.it/

Credits fotografici: sito web del museo

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