Sonetti matematici: Assenza

La mancanza de lo zero

Numero zero
di Alessandro Moriconi

La mancanza del numero "zero" è stata una realtà del nostro mondo occidentale fino al XIII secolo, quando il matematico Leonardo Bonacci (detto Fibonacci), ne esplicitò l'efficacia - unitamente all'uso del sistema posizionale - nel suo Liber abbaci. Fibonacci, essendo figlio di un mercante, aveva conosciuto il numero zero e quanto sia determinante per poter utilizzare il metodo posizionale per la scrittura dei numeri, dalle culture araba e persiana che già ne facevano uso e che lo avevano a loro volta importato dalla cultura indiana. A ricordarlo è Alessandro Moriconi dell’Istituto di ingegneria del mare del Cnr nel suo componimento in dialetto romanesco

 

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Ner monno occidentale der passato

mancava quarche cosa d’essenziale:

un nummero che ormai pe noi è normale

dar simbolo de ’n cerchio un po’ allungato.

 

Se chiama “zero” e pare un disgraziato

perché nun vale gnente de speciale,

però ner metodo posizzionale

lui se fa forte e viè rivalutato.

 

Pensa che a Roma, quella dell’Impero,

pe scrive l’anno sopra a un monumento

te ce voleva ’n arfabbeto ’ntero,

 

e questo fino ai primi der ducento.

Poi Fibbonacci ce portò lo zero

e rivoluzionò er procedimento.

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