Il Museo friulano di storia naturale di Udine ospita la terza edizione della rassegna "Obiettivi possibili" sul tema “Il Museo che unisce un mondo diviso”, incentrata sui principi della Giornata internazionale dei musei 2026 e sul ruolo dell'istituzione come presidio civile, democratico e parte integrante di una comunità museale. Non solo spazio di conservazione, ma presidio in grado di trasformare il patrimonio scientifico in un confronto con il pubblico sulla sostenibilità e l’inclusione.
Il programma presenta, fino al 29 agosto, vari eventi, tra cui giornate di talk e spettacoli dedicati alla violenza di genere, e conferenze che dal 18 giugno analizzano l’eredità coloniale della scienza moderna, con l'intervento del giornalista Marco Boscolo intitolato “La bianca scienza”; il 25 giugno Fabio Martini dell’Università di Firenze presenta le ricerche condotte da Paolo Graziosi in Africa, offrendo una sintesi della sua attività tra antropologia, etnologia e archeologia preistorica svolta in territori coloniali; il 2 luglio, Beatrice Falcucci dell’ateneo fiorentino approfondisce la figura di Vittorio Tedesco Zammarano nell'incontro “Esplorare, filmare, esporre”, dove esamina come l'immaginario della “caccia grossa” e la produzione audiovisiva abbiano alimentato il progetto coloniale europeo.