Nyx, la capsula spaziale testata a Roma
The Exploration Company, azienda europea che progetta e produce veicoli spaziali riutilizzabili, ha svolto nella Capitale le prove di ammaraggio della capsula Nyx, prima del lancio in orbita, passo fondamentale verso il consolidamento dell’accesso europeo alle infrastrutture orbitali
Si è conclusa la campagna di test di The Exploration Company (Tec), azienda spaziale paneuropea impegnata nello sviluppo della capsula riutilizzabile Nyx (https://www.exploration.space/). Questa fase di test, dedicata alla caratterizzazione dell’ammaraggio della capsula, si è svolta a Roma presso l’Istituto di ingegneria del mare (Inm) del Consiglio nazionale delle ricerche, centro di eccellenza per la sperimentazione navale e marittima, nella storica vasca Umberto Pugliese, una delle più grandi infrastrutture sperimentali in Europa (lunga 470 metri, larga 13,5 e profonda 6,5 metri). L’obiettivo principale è la validazione del modello numerico di ammaraggio, passo fondamentale per la futura certificazione del veicolo. La Nyx, progettata per il trasporto di carichi verso e dallo spazio e in prospettiva di astronauti, rappresenta un passo strategico verso il rafforzamento dell’autonomia europea nell’accesso alle infrastrutture orbitali. “Il Cnr-Inm si è rivelato un partner affidabile, rigoroso nel rispetto della nostra pianificazione e dei nostri obiettivi ambiziosi, mettendo a disposizione tutto il proprio know‑how per il pieno successo della campagna di test”, ha dichiarato Francesco Stortini, Lead Vehicle Design di Tec.
I test hanno previsto una prova in bacino non simulata, con il lancio della capsula, l’impatto in acqua, le operazioni di recupero e l’apertura del modello per la presentazione della struttura interna, dei componenti e delle strumentazioni. Il prototipo, in scala uno a quattro, con una massa totale di 135 kg., è stato costruito con una struttura in fibra di vetro. Le altezze e le velocità di rilascio sono state variate con precisione, sfruttando la capacità della facility dell’Inm di riprodurre diverse condizioni di impatto con l’oceano, mantenendo l’acqua in condizioni di calma per massima ripetibilità, fornendo dati fondamentali per affinare le simulazioni numeriche del rientro atmosferico. “Siamo orgogliosi di aver ospitato questa importante campagna sperimentale", ha affermato Alessandro Iafrati, direttore del Cnr-Inm. "L'esperienza del nostro Istituto negli studi sperimentali sull'interazione fluido-struttura, e in particolare alla fase di ammaraggio di veicoli spaziali o aeromobili, acquisita attraverso la partecipazione a diversi progetti di ricerca e collaborazioni internazionali, ci ha permesso di mettere a disposizione della società Tec competenze uniche e infrastrutture d'avanguardia. Questa collaborazione testimonia la capacità del Cnr di essere partner strategico nelle sfide più ambiziose dell'esplorazione spaziale europea”.
Il modello è stato equipaggiato con sensori di pressione sulla superficie esterna, per misurare i carichi di impatto durante il contatto con l’acqua, accelerometri e un giroscopio per registrare accelerazioni e assetto della capsula dal rilascio fino a diversi secondi dopo l’impatto; tutti i dati sono stati registrati da un computer di bordo installato all’interno dello stesso modello. Tra i parametri principali estratti figurano il picco di accelerazione durante l’impatto e la distribuzione delle pressioni sulle superfici esterne. I test sono stati gestiti dall’Inm che ha anche coordinato la costruzione del prototipo tramite il fornitore esterno. "Il nostro team ha lavorato a stretto contatto con i ricercatori della Tec per garantire che ogni fase, dalla costruzione del prototipo all'esecuzione dei test, fosse condotta con massima precisione e nel pieno rispetto delle tempistiche concordate. Siamo soddisfatti di aver contribuito con risultati di alto livello a questo progetto strategico europeo", ha concluso Silvano Grizzi, ricercatore del Cnr-Inm e responsabile dei test di ammaraggio.
Il team di Tec ha garantito supporto e scambio tecnico con i ricercatori dell’Istituto durante tutte le fasi della campagna. L’azienda, fondata nel 2021, progetta, sviluppa, e gestisce veicoli spaziali modulari e riutilizzabili per rendere la logistica spaziale più accessibile, sostenibile e cooperativa. Opera in tutta Europa con hub in Germania, Francia e Italia, e a livello globale negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti; collabora con agenzie spaziali, aziende aerospaziali e settori industriali come Esa, Axiom Space, Starlab e Vast Space.
Foto di Massimo Guerra