Saggi

Il cambiamento climatico: luoghi comuni e verità scientifiche

Copertina del libro 50 grandi idee
di Elisa Rao

Il cambiamento climatico è oggi un’emergenza innegabile: alluvioni, siccità, incendi diventano anno dopo anno sempre più frequenti. Le Conferenze internazionali sul clima delle Nazioni Unite (Cop) hanno confermato che tali cambiamenti sono il risultato delle attività antropiche. Il volume “50 grandi idee cambiamenti climatici” (edizioni Dedalo) di Fabrizio Mani non pretende di trovare soluzioni illusorie né di spaventare i lettori con previsioni apocalittiche, ma vuole presentare spunti di riflessione sull’estrema complessità delle questioni climatiche e sulle misure per limitarne gli effetti. Il messaggio è chiaro: è un problema non più rimandabile

Pubblicato il

“50 grandi idee cambiamenti climatici” (edizioni Dedalo) di Fabrizio Mani, professore di chimica, ricercatore e vincitore nel 2010 del premio per l’innovazione “Amerigo Vespucci”, parte dall’origine della questione. Già due secoli fa famosi scienziati come Tyndall e Arrhenius avevano intuito la correlazione tra i gas serra e il riscaldamento terrestre, ma solo dagli anni ’50 sono iniziate le prime misurazioni della concentrazione di tali gas nell’atmosfera. Da allora la situazione è progressivamente peggiorata e, poiché i gas serra non hanno confini, gli sforzi dell’Ue di ridurre le emissioni non sono sufficienti senza una cooperazione globale.

Un elemento centrale del volume è la distinzione tra gas inquinanti e gas serra, comunemente ed erroneamente considerati sinonimi. I primi sono nocivi per la salute umana, e sono per lo più gassosi; i secondi invece sono le sostanze che limitano il raffreddamento della Terra e sono dunque indispensabili per la vita. Uno dei principali gas serra è l’anidride carbonica, da sempre presente nell’atmosfera e necessaria per la fotosintesi delle piante: l’autore stesso scrive “no CO2, no vita”. L’altro luogo comune che il libro smonta è l’idea che l’effetto serra sia dannoso, mentre in realtà è condizione imprescindibile per la vita, dato che il suo compito è mantenere stabile la temperatura che consente la vita terrestre.

Ma allora quand’è che le espressioni “gas serra” ed “effetto serra” hanno smesso di essere neutrali e hanno assunto una connotazione negativa? Il punto di svolta è stato la Rivoluzione industriale, quando la concentrazione dei gas serra è iniziata ad aumentare fino a non essere più in equilibrio con la biosfera terrestre, determinando l’aumento dell’effetto serra e, di conseguenza, un innalzamento anomalo della temperatura media terrestre. Nel corso del XX secolo la situazione si è ulteriormente aggravata con l’uso sempre maggiore di petrolio e di gas naturale, portando la CO2 a livelli senza precedenti.

Viene poi introdotto il tema del cambiamento climatico. Sebbene il clima della Terra sia sempre cambiato e si siano sempre alternati periodi glaciali e periodi interglaciali come quello attuale, non vuol dire che l’attuale cambiamento sia naturale. La discriminante è la velocità, che ne rivela l’origine umana. Infatti, a oggi i cambiamenti non avvengono più in migliaia di anni e di conseguenza ecosistemi e specie non riescono ad adattarsi. Inoltre, secondo il concetto di ingiustizia climatica, i Paesi più poveri pur avendo contribuito in minima parte alle emissioni di gas serra, sono i più esposti agli impatti, poiché hanno infrastrutture fragili e quindi alluvioni o ondate di calore hanno effetti molto più devastanti. Il cambiamento climatico, che amplifica disuguaglianze già esistenti, emerge dunque come un problema non solo ambientale, ma anche etico, sociale e geopolitico.

Un riferimento centrale in questo ambito è il VI rapporto dell’Ipcc, pubblicato nel 2023 grazie al contributo di 831 esperti. Il documento afferma che le azioni necessarie ad affrontare la questione sono già disponibili e dovrebbero essere considerate una priorità, oltre che un’importante opportunità di innovazione tecnologica ed economica. Invece i potenti del mondo considerano tali misure incompatibili con il progresso economico e quindi le ostacolano e le ignorano.

Fabrizio Mani approfondisce quindi le due principali strategie da seguire per combattere la crisi climatica: la mitigazione, ovvero la riduzione delle emissioni di gas serra, e l’adattamento, cioè le azioni preventive degli effetti più gravi. In tal modo si tenta di raggiungere la neutralità carbonica, riducendo le emissioni di anidride carbonica a una concentrazione tale da poter essere assorbita dalla biosfera terrestre e catturata artificialmente. In Europa la neutralità carbonica è legge vincolante e dovrebbe essere raggiunta entro il 2050.

Ampio spazio è poi dedicato alle diverse alternative energetiche rinnovabili. L’autore spiega i fondamenti fisici, le potenzialità e i limiti concreti dell’energia solare, dell’energia idroelettrica, di quella eolica e della geotermia, l’energia che sfrutta il calore della Terra e del Sole. Segue l’analisi dei biocarburanti, la “benzina dalle piante”, che presentano problemi legati alla sicurezza alimentare.

Questa sezione si conclude con una lunga riflessione sull’energia nucleare scevra da pregiudizi ideologici. L’energia nucleare nasce dalla fissione nucleare, ovvero dalla scissione di nuclei pesanti come uranio o plutonio che liberano un’enorme quantità di energia a basse emissioni di CO2. Questo spiega sia il grande interesse tecnologico, sia le numerose preoccupazioni legate alla sicurezza, ai costi e alla gestione delle scorie.
Fabrizio Mani vuole che il lettore conosca bene il nucleare prima di giudicarlo: se si confrontano le diverse fonti energetiche, il nucleare si colloca tra le fonti più sicure e meno inquinanti, soprattutto se paragonato ai combustibili fossili.

Nel capitolo “Sole artificiale”, si affronta il tema della fusione nucleare. A differenza della fissione, la fusione unisce nuclei leggeri e, se resa industrialmente sostenibile, promette un’energia praticamente illimitata, sicura e con scorie ridotte, a dimostrazione che il nucleare non appartiene solo al passato, ma anche al futuro.

In conclusione, “50 grandi idee cambiamenti climatici” si propone di fare chiarezza su un argomento molto complesso, opponendo alle tesi dei negazionisti solide spiegazioni scientifiche. Attraverso una struttura chiara, con capitoli brevi che si concludono ciascuno con “un’idea chiave”, il libro è in grado di sfatare luoghi comuni e restituire dignità a un argomento troppe volte strumentalizzato, offrendo al lettore gli strumenti necessari per comprendere una delle sfide più decisive del nostro tempo.

Titolo: 50 grandi idee cambiamenti climatici
Categoria: Saggi
Autore: Fabrizio Mani
Editore: Dedalo
Pagine: 207
Prezzo: 20.00