I talk… a tutto bio
Tornano al Muse di Trento i “Talk biodiversi”, un nuovo ciclo di incontri dedicati alla conoscenza delle varie forme della biodiversità e del mondo naturale. Sono visibili una volta al mese, fino al 6 maggio
Al Museo delle scienze di Trento (Muse) proseguono i “Talk biodiversi” per esplorare da vicino la complessità della biodiversità in tutte le sue forme: dagli adattamenti estremi di piante e invertebrati d’alta quota alla lunga storia dello stambecco sulle Alpi, dal ritorno della foca monaca nel Mediterraneo allo spazio intorno a Chernobyl (Russia). Un viaggio tra scienza, curiosità e scoperta, per capire come la vita, nelle sue infinite forme, continua a sorprenderci, resistere e reinventarsi. Il prossimo appuntamento, ‘Vita in alta quota, tra adattamenti e fragilità’ (4 febbraio), è con Lisa Angelini e Mauro Gobbi dell’Ufficio ricerca e collezioni del Muse che affronteranno la sopravvivenza e l’adattamento negli ambienti d’alta quota da parte di piante e artropodi, che hanno sviluppato straordinarie strategie per continuare a vivere. Si parlerà degli equilibri delicati di queste zone messe alla prova dai cambiamenti climatici e dall’impatto delle attività umane che modificano suolo, habitat e relazioni ecologiche. Luigi Bundone, dell’’Archipelagos, ambiente e sviluppo Italia’, presenta “Alla scoperta della foca monaca mediterranea: stato di conservazione e monitoraggio” (4 marzo), un approfondimento per conoscere meglio uno dei mammiferi marini più rari e affascinanti del Mediterraneo: la foca monaca, una specie simbolo della biodiversità mediterranea, minacciata e confinata in poche aree di rifugio.
“Gli uccelli marini ai poli. Preziose sentinelle di microplastiche” (1° aprile) è l’argomento che verrà dibattuto con Davide Taurozzi, biologo ambientale e ricercatore presso l’Università di Roma Tre. Si parlerà dell’inquinamento nell’Artico e in Antartide, in particolare di quello causato da micro e nanoplastiche. Gli uccelli marini possono raccontarci molto su questi cambiamenti: sono vere e proprie sentinelle della salute degli ecosistemi polari, malgrado ancora poco indagati. Il ciclo di incontri si conclude con German Orizaola Pereda, professore associato di zoologia presso l’Università di Oviedo (Spagna) e Pablo Burraco Gaitan, ricercatore presso la Stazione zoologica di Doñana (Spagna), che propongono l’intervento dal titolo “Chernobyl wildlife. L’area 40 anni dopo l’incidente” (6 maggio), che approfondisce l’argomento legato all’area intorno alla centrale nucleare di Chernobyl. La scienza, dopo 40 anni dal terribile incidente nucleare, ci dice che la biodiversità ha ritrovato la sua strada con inaspettati ritorni e nuovi arrivi in quello che sembra essere un nuovo paradiso per la fauna. La cosiddetta Zona di esclusione di Chernobyl rappresenta oggi la terza riserva naturale più grande dell’Europa continentale ed è diventata un iconico esperimento accidentale di rinaturalizzazione.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e iniziano alle 20,45.
Informazioni: https://www.muse.it/eventi/talk-biodiversi-incontri-e-confronti-per-parlare-di-biodiversita-2025-2026/