Appuntamenti

Scienza e arte per un benessere pubblico

La salute pubblica tra scienza e arte
di M. L.

Due giorni di incontri, il 19 e 20 dicembre, a Roma, con il festival “Là Fuori OFF”, in cui si parla di salute, diritti e benessere per tutti. Il percorso mette al centro la salute pubblica attraverso i vari linguaggi della ricerca scientifica, della medicina, dell’arte e dell’attivismo. Un invito a parlare di cura come bene comune. Gli eventi sono gratuiti

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Il 19 e il 20 dicembre il Teatro Centrale Prenestre di Roma ospita il festival “Là Fuori OFF - Il sistema della cura”, per riflettere sul diritto alla salute e costruire, insieme alle comunità, un apparato della cura più equa e condivisa. I due appuntamenti sono gratuiti e intendono unire scienza e arte con il contributo di vari esperti e ricercatori, per stare sempre più vicini alle necessità dei cittadini; la manifestazione è stata anticipata da un mese di eventi speciali in strutture detentive, scuole, centri anziani e biblioteche, per un’informazione sulla salute accessibile a tutti. Tra gli ospiti dell’evento medici, infermieri, esperti di epidemiologia e di urbanistica, comitati che si occupano di diritto alla salute e spettacoli creati da chi cerca un legame tra teatro e ricerca scientifica.

Il 19 dicembre (ore 19.00) con l’incontro “Quel che resta del sistema della cura. Dalla Costituzione al futuro del Servizio sanitario nazionale”, Daniele Coen, ex primario del Pronto soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano ed Elisabetta Papini, infermiera responsabile dell’ambulatorio dell’ente no-profit Forum per il diritto alla salute, dialogano sul futuro del sistema della cura in Italia.

Il 20 (ore 19.00) con la proposta “Quando c’è tutto, c’è la salute” Lorenzo Paglione, medico ricercatore, esperto di epidemiologia e di urbanistica, discute con lo Sportello sanitario Mammut, che da anni si occupa della tutela del diritto alla sanità pubblica.

La voce congiunta tra spettacolo e scienza

Nelle due giornate (ore 21.00) è in programma lo spettacolo teatrale “Io mangio le stelle” a cura di Edwige Pezzulli, con Francesca Rizzi e Chiara Saiella: un esperimento sulla finitezza umana, che prova a costruire un lessico in cui arte e scienza possano davvero trovare una voce congiunta. “La cura non dipende solo dalla medicina in senso stretto, ma anche da fattori socioeconomici più ampi: la qualità dell’aria, l’istruzione, il reddito, l’urbanistica delle nostre città”, spiega Pezzulli, responsabile scientifica di Là Fuori OFF. “Quando ragioni economiche, sociali o geografiche impediscono a qualcuno di stare bene, non parliamo più di salute pubblica, ma di servizi riservati a pochi. Il nostro lavoro non è di semplice divulgazione, ma di reale coinvolgimento e ascolto: attraverso il connubio tra scienza e arte avviciniamo persone di ogni età, creando una vera partecipazione attiva”.

Dai dati Istat dello scorso novembre risulta che nel 2024 quasi sei milioni di persone in Italia hanno rinunciato a cure mediche per lunghe liste d'attesa, costi troppo elevati o strutture non raggiungibili, a dimostrazione che il sistema non considera il benessere complessivo degli individui. L'iniziativa è inserita nel progetto “Oumuamua pratiche comunitarie di scienza e arte”, a cura di Insiemi di Scienza (Aps) che promuove una cultura scientifica soprattutto in particolari contesti di fragilità e marginalità e nelle periferie. Il progetto, promosso da Roma Capitale-Assessorato alla cultura e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Pnrr, vede la collaborazione, tra gli altri, della Siae, dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Cnr e degli atenei romani Sapienza e Tor Vergata.

Informazioni: www.lafuorifestival.it

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