Tubi. Strutture cilindriche che attraversano città, mari, corpi e ambienti naturali. Elementi spesso vitali, che trasportano acqua, gas, luce, suoni, informazioni. Canali di collegamento e simbolo di un mondo fondato su reti e flussi.
A queste forme di connessione, materiali e metaforiche, è dedicato il nuovo numero dell’Almanacco della Scienza, realizzato dall’Ufficio stampa del Cnr con il contributo delle sue ricercatrici e dei suoi ricercatori.
Nel Focus, Giovanni Brunaccini dell’Istituto di tecnologie avanzate per l’energia “Nicola Giordano” illustra il ruolo dei gasdotti e dei cavi sottomarini, arterie energetiche e digitali che collegano Paesi e continenti.
Federica Baffigi e Martina Salvadori dell’Istituto nazionale di ottica raccontano le applicazioni biomediche del laser, che guida la luce in cavità tubolari, mentre Giorgia Adamo dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica descrive le nanoparticelle come micro-tubi in grado di trasportare farmaci nel corpo. Andrea Malagoli dell’Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi spiega il funzionamento degli acceleratori di particelle, che utilizzano cavità cilindriche per esplorare la struttura della materia.
Nel mondo naturale, Cristiana Sbrana dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria analizza le ife dei funghi, canali che trasportano nutrienti e messaggi chimici nel suolo; Andrea Billi dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria racconta fenomeni come geyser e folgoriti, tubi naturali che incanalano energia. Carlo Andrea Rozzi dell’Istituto di nanoscienze spiega la fisica degli strumenti a fiato, dove il suono nasce dal flusso d’aria in un tubo, e Alessia Famengo dell’Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l’energia presenta i nanotubi di carbonio, materiali innovativi di straordinaria resistenza e leggerezza.
Attraverso questi contributi, il numero esplora l’idea di tubo come via di connessione e di equilibrio: ciò che unisce può anche spezzarsi, ciò che trasporta può bloccarsi. Le condutture fisiche, come i gasdotti o le reti idriche, hanno il loro corrispettivo nei sistemi biologici e digitali: in tutti, la continuità del flusso è condizione di vita, ma anche punto di vulnerabilità.
In un’epoca di interdipendenze globali, i tubi ci ricordano che ogni collegamento, per essere utile, deve essere sicuro, sostenibile, responsabile. E come nella scienza, anche nella società serve attenzione a ciò che scorre sotto la superficie: perché solo reti solide e trasparenti permettono ai flussi dell’energia, delle idee e della conoscenza di circolare davvero.
Buona lettura!