Il nuovo studio “Selective inhibition of mitochondrial Kv1.3 prevents and alleviates multiple sclerosis in vivo”, pubblicato su “EMBO Molecular Medicine”, è stato condotto da un team internazionale coordinato da Ildiko Szabó dell’Università di Padova, in collaborazione con altri docenti dello stesso ateneo, al quale hanno partecipato: Ospedale universitario di Padova, Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova, Istituto oncologico veneto e altri centri di ricerca in Germania e negli Stati Uniti.
La ricerca ha portato all’identificazione di una nuova strategia terapeutica che potrebbe aprire la strada a cure innovative per la Sclerosi Multipla (SM), dimostrando che è possibile, risparmiando le cellule sane, bloccare in modo selettivo i linfociti T responsabili della patologia. Infatti, tali linfociti, che attaccano la mielina che riveste le fibre nervose su cui agiscono le terapie esistenti, provocano anche l’immunosoppressione, cioè l’indebolimento del sistema immunitario. “L’inibitore del canale di potassio Kv1.3 mitocondriale (PAPTP), sintetizzato presso il laboratorio di Andrea Mattarei all’Università di Padova, si era già dimostrato capace di uccidere cellule cancerose. Il nostro studio ha ora dimostrato che il PAPTP è in grado di uccidere selettivamente le cellule T autoreattive nel sangue periferico delle persone affette da sclerosi multipla”, afferma Ildiko Szabo.