Saggi

L'altra faccia dello spazio

Copertina del libro Spazzini spaziali
di Patrizio Mignano

Siamo soliti pensare alla spazzatura come a qualcosa di sporco, maleodorante, che produciamo e lasciamo. Ma esiste un altro tipo di rifiuto, molto meno visibile e decisamente più distante da noi: quello che orbita sopra le nostre teste. È la cosiddetta “spazzatura spaziale”, un fenomeno poco conosciuto, ma sempre più rilevante, al centro del saggio "Spazzini spaziali" (Dedalo), scritto da Ettore Perozzi, esperto di meccanica celeste ed ex responsabile dell’Ufficio per la sorveglianza spaziale dell’Agenzia spaziale italiana

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Nel libro "Spazzini spaziali" (Dedalo), Ettore Perozzi ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell’ambiente spaziale circumterrestre, uno spazio sempre più affollato a causa dell’intensificarsi delle attività umane. L’autore ci mostra come, negli ultimi decenni, l’orbita terrestre sia diventata un vero e proprio “condominio” di satelliti, in gran parte dovuto all’espansione delle attività spaziali commerciali.

Nella prefazione, il fisico Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) dal 2014 al 2018, fornisce un quadro impressionante: “Alla fine del 2024, ci sono quasi 10.000 satelliti funzionanti in orbita, un numero in rapida crescita. Con l’arrivo dei nanosatelliti e delle megacostellazioni come Starlink di SpaceX, il numero è quintuplicato negli ultimi anni e continua ad aumentare esponenzialmente”. Ma non è tutto: Battiston sottolinea anche la presenza di circa 36.000 frammenti di detriti spaziali più grandi di 10 cm, residui di oltre 60 anni di attività umana nello spazio.

Questo sviluppo accelerato ha un rovescio della medaglia: l’accumulo di oggetti non più operativi come satelliti dismessi, parti di razzi, frammenti generati da collisioni o esplosioni e persino piccoli oggetti come bulloni o schegge metalliche. Anche i detriti più minuti possono rappresentare un pericolo enorme, poiché viaggiano a velocità tali da poter causare danni devastanti alle infrastrutture spaziali.

Il libro ci invita anche ad alzare lo sguardo verso il cielo notturno. Quei puntini luminosi che si muovono rapidamente non sono stelle cadenti, ma satelliti artificiali e detriti spaziali ancora illuminati dal Sole e visibili dalle zone crepuscolari della Terra. Alcuni sono appena percepibili, altri - come la Stazione spaziale internazionale o la cinese Tiangong - brillano intensamente grazie alle loro dimensioni. Questi oggetti si trovano in orbita bassa, entro i 2.000 km dalla superficie terrestre, e completano un giro attorno al Pianeta in circa 90 minuti. Uno spettacolo affascinante, certo, ma che cela problematiche serie, anche per l’osservazione astronomica.

Il saggio è articolato in più capitoli. Il secondo si concentra sulla sorveglianza spaziale, un’attività sempre più complessa, che consiste nel monitorare costantemente satelliti e detriti per prevederne le traiettorie e ridurre il rischio di collisioni. A seconda del tipo di orbita, si utilizzano radar, telescopi e persino apparati laser.

Il terzo capitolo del volume analizza le cause della formazione dei detriti: spesso si tratta di incuria, ma anche di collisioni e frammentazioni. L’autore sottolinea come l’aumento delle megacostellazioni stia aggravando la situazione, rendendo sempre più concreto il rischio della cosiddetta “sindrome di Kessler”. Si tratta di uno scenario ipotizzato nel 1978, in cui un numero crescente di oggetti in orbita potrebbe innescare una reazione a catena di collisioni, rendendo alcune fasce orbitali inutilizzabili.

Infine, il quarto capitolo affronta il tema della gestione dei detriti spaziali, oggi considerata una priorità strategica per le agenzie spaziali e per la comunità internazionale. Il libro si chiude con una riflessione sulla necessità di normative condivise, tecnologie di mitigazione e sistemi di rimozione attiva dei detriti. Scrive l’autore: “Come tutte le nuove tecnologie, finita l’epoca pionieristica bisogna pensare a renderle sostenibili dal punto di vista economico e ambientale. Lo spazio, con la sua intrinseca globalità, è però un esempio lampante del perché vada invertita la rotta”.

Titolo: Spazzini spaziali
Categoria: Saggi
Autore: Ettore Perozzi
Editore: Dedalo
Pagine: 141
Prezzo: 16.00