Le proprietà dei materiali sono influenzate da forze esterne, come quelle esercitate dai campi elettrici e magnetici, e dalle sollecitazioni meccaniche, il cui effetto è quello di cambiare la configurazione in cui si trovano gli atomi e/o le molecole costituenti. L’azione di tali forze, infatti, determina un nuovo “stato”, diverso da quello in cui il materiale si trova inizialmente: il sistema, poi, ritornerà allo stato iniziale, generalmente quello energeticamente più stabile, attraverso meccanismi atomici/molecolari di risposta detti “fenomeni di rilassamento” e caratterizzati da tempi ben precisi.
Alcuni materiali sono fluorescenti o fosforescenti, ad esempio, perché rilassano emettendo luce in risposta all’assorbimento di radiazione ultravioletta, visibile o infrarossa (la fotoluminescenza), il cui effetto è quello di “eccitare”, ovvero portare gli elettroni in uno stato a più alta energia. La durata, o “tempo di vita” di questo stato “eccitato” va dalla scala del miliardesimo di secondo (nanosecondi) fino a qualche centinaio di secondi, a seconda dei processi con cui gli elettroni ritornano nello stato iniziale, influenzati anche dall’ambiente esterno, come la presenza di altre molecole, l’acidità, la temperatura. Proprio per questo è possibile, dunque, associare la luce emessa alle condizioni “ambientali” aprendo allo sviluppo e all’utilizzo su larga scala di sonde o indicatori molecolari in grado di rilevare, ad esempio, la presenza di molecole biologiche nelle indagini forensi.
Un’applicazione interessante della fotoluminescenza riguarda i sistemi anticontraffazione di prodotti ad alto valore, come documenti ufficiali, banconote, vestiti, packaging soprattutto dei prodotti farmaceutici. Tecniche di stampa sempre più avanzate permettono di duplicare alcuni sistemi complessi di marcatura. Occorre, pertanto, ricercare e sviluppare metodi di etichettatura difficilmente replicabili, e in questa direzione la ricerca si sta focalizzando sullo sviluppo di inchiostri luminescenti a base di nanoparticelle contenenti lantanidi o quantum dots, da depositare su carta o tessuto, in grado di emettere luce di uno o più colori - dall’infrarosso all’ultravioletto - se sottoposti a radiazione a specifiche lunghezze d’onda.
La luminescenza è il fenomeno su cui si basano le attuali tecnologie Oled per gli schermi e l’illuminazione. In alcune classi di materiali, si osserva l’elettroluminescenza dopo l’applicazione di un voltaggio elettrico. Ad esempio, polimeri o piccole molecole organiche che contengono metalli emettono luce nei diversi colori in risposta allo stimolo elettrico. Nei dispositivi Oled, film sottili di questi materiali depositati fra due elettrodi emettono luce rossa, verde e blu, dando vita alle immagini a colori. L’intensità e la brillantezza del colore dipendono dai meccanismi con cui gli elettroni nei livelli energetici ritornano nel loro stato iniziale e, generalmente, più “lentamente” avviene l’emissione, migliore è la qualità.