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Il villino Volterra tra scienza, arte e natura

di U. S.

Si trova ad Ariccia il buèn retiro costruito e amato dal matematico, fondatore e primo presidente del Cnr. Nel giardino dell'abitazione si trovano vari reperti archeologici, che lo scienziato amava collezionare, come anche le stampe e i libri antichi. A ricordare Volterra ora arriva anche un fumetto realizzato da Alessandro Bilotta e Dario Grillotti, edito da Cnr edizioni con Feltrinelli Comics

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Virginia Volterra rievoca alcuni ricordi legati al nonno, Vito Volterra, matematico e fondatore del Consiglio nazionale delle ricerche, di cui fu anche il primo presidente. Lo spunto del racconto è il villino di Ariccia, dove lo scienziato amava ritirarsi e con cui sentiva un forte legame. Una relazione condivisa in maniera più estesa anche col territorio circostante, nei cui confronti si è speso personalmente, durante gli anni del fascismo, al fine di apportare migliorie, come testimoniato da una lettera di ringraziamenti a lui indirizzata da parte del podestà del luogo. Dal ritratto privato emerge la figura di un uomo appassionato, collezionista di stampe e di libri antichi di matematica, “possedeva tutte le edizioni di Galileo – ricorda la Volterra – e anche un fondo antico piuttosto importante, che attualmente si trova alla Huntington Library, in California”. Sparsi negli angoli del giardino, poi, ci sono diversi reperti archeologici, a testimonianza di un altro suo vivo interesse. E proprio in un angolo del giardino è ambientata l'ultima tavola del fumetto “La funzione del mondo. Una storia di Vito Volterra”, nato dalla collaborazione tra Feltrinelli Comics e Cnr Edizioni.

A ottant'anni dalla scomparsa del “signor scienza” – come era definito dai giornali del suo tempo -la graphic novel, come altri eventi che seguiranno, intendono restituire il ricordo di uno dei matematici italiani più illustri, che l'opposizione al fascismo condannò, almeno in Italia, a un lento oblio, impedendone qualsiasi forma di celebrazione, finanche il rituale funerario. La notizia della morte nella Capitale fu annunciata da un semplice fonogramma della Questura. “Quando morì, a Roma nessuno celebrò il suo funerale, fu portato ad Ariccia, dove tutti gli ariccini lo aspettavano in piazza”, spiega la nipote. “E qui fu sepolto insieme a tutta la famiglia. Questo mia nonna non lo ha mai dimenticato”.

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