Saggi

Il grande mistero del cosmo

Copertina libro
di Patrizio Mignano

Il cuore pulsante del libro “Pianeti mancanti” (Dedalo) di Luca Nardi, astrofisico e divulgatore scientifico, è un viaggio affascinante che l’autore intraprende verso mondi sconosciuti, dove i protagonisti sono scienziati e corpi celesti che, a volte, si nascondono nell’ombra dell’universo e altre si rivelano in tutta la loro misteriosa bellezza

 

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"Pianeti mancanti", pubblicato da Dedalo e scritto da Luca Nardi, è un saggio di divulgazione astronomica che ci accompagna alla scoperta di quei pianeti ipotizzati ma mai trovati, oppure individuati solo dopo lunghe e complesse ricerche. È un racconto che intreccia scienza, storia e curiosità, portandoci a riflettere su quanto ancora ci sia da scoprire nel nostro sistema solare.

Un tempo, i nostri antenati conoscevano solo cinque pianeti: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, visibili a occhio nudo. “Li vedevano vagare nel cielo, ma in realtà non avevano la minima idea di cosa fossero, né di cosa fosse il Sistema Solare, il Sole o la Luna”, scrive Nardi nella prefazione. Oggi, invece, il nostro sguardo si è ampliato: l’Unione astronomica internazionale riconosce ufficialmente otto pianeti - da Mercurio a Nettuno - oltre a milioni di corpi minori e cinque pianeti nani.

Tra i protagonisti del libro troviamo figure affascinanti come Vulcano, un pianeta ipotetico che si pensava orbitasse vicino al Sole e la cui inesistenza contribuì alla nascita della teoria della relatività di Einstein; Nettuno, scoperto grazie a calcoli matematici prima ancora di essere osservato; Plutone, individuato mentre si cercava il misterioso “Planet X”; e, infine, Planet Nine, un pianeta ancora oggi solo ipotizzato, che potrebbe trovarsi ai confini estremi del sistema solare. Nardi ci guida in un’avventura intellettuale che unisce la storia della scienza all’astronomia, mostrando come l’idea di pianeti nascosti abbia influenzato profondamente la nostra visione dell’universo.

Nel primo capitolo, l’autore scrive: “Alzando gli occhi alle stelle, mi sento minuscolo. Lo sguardo annaspa, cercando di spingersi a oltranza nella nera vacuità del cosmo. La mente comprende di essere di fronte a qualcosa di imponente e maestoso, infinito, ma l’occhio non vede altro che oscurità. Talvolta il buio è interrotto da punti di luce che, incuranti di tale immensità, mirano indisturbati da miliardi di anni.” Un’immagine potente, che rispecchia la stessa sensazione che molti di noi provano quando alzano lo sguardo al cielo notturno.

Il libro è arricchito anche da numerose curiosità sulla storia dell’Universo e su come l’umanità abbia cercato di comprenderlo nel corso dei secoli. Per millenni, la Terra e l’uomo sono stati considerati il centro dell’Universo, così come stabilito da molte culture. “Forse la loro posizione nel cosmo non era nemmeno oggetto di riflessione”, osserva Nardi. Nella Genesi, ad esempio, Dio crea la Terra e il cielo, e solo dopo riempie il firmamento di astri per distinguere il giorno dalla notte. Nel Medioevo, era opinione diffusa che la Terra fosse non solo al centro dell’Universo, ma addirittura piatta.

In definitiva, il volume è un viaggio tra scienza e immaginazione, tra ciò che conosciamo e ciò che ancora ci sfugge. Un percorso in cui i pianeti, reali o ipotetici, si fanno protagonisti di una storia che parla anche di noi, del nostro desiderio di esplorare e comprendere l’infinito.

Titolo: Pianeti mancanti
Categoria: Saggi
Autore: Luca Nardi
Editore: Dedalo
Pagine: 268
Prezzo: 18.00