Ghiacciai, una preziosa biodiversità per la nostra sopravvivenza
Per l’anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai il Muse di Trento ospita una mostra sui ghiacciai alpini, ambienti in continua evoluzione da cui dipendono molti organismi. Al centro, gli studi del museo sulla salvaguardia di tali organismi, archivi naturali di dati sul clima, sulle vicende umane e sulle pratiche di gestione territoriale. L’esposizione è visitabile fino al 9 novembre
Fino al 9 novembre, il Museo delle scienze di Trento (Muse), nell’anno scelto dalle Nazioni Unite come Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai, ospita la mostra "Dal ghiaccio a noi. Le ricerche Muse sui ghiacciai nell'Antropocene". L’allestimento vuole evidenziare come la progressiva scomparsa dei ghiacciai abbia conseguenze sulla vita di tutti noi perché questi ospitano una biodiversità unica, sono custodi di informazioni preziose e tracce del passato della Terra. Inoltre, svolgono i fondamentali ruoli di preservazione della memoria di eventi bellici passati, di archivio paleoclimatico e di riserve di acqua dolce, da cui dipende la sopravvivenza di miliardi di persone.
La mostra parte dagli studi svolti dal Muse e dagli altri enti di ricerca trentini nelle Terre Alte in relazione alla criosfera - l'insieme dei ghiacci della Terra -, condividendo metodi, strumenti, collezioni museali e i risultati delle ricerche condotte sul territorio. Ai visitatori sarà possibile conoscere gli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, le relazioni che abbiamo con i ghiacciai, le conseguenze della loro riduzione e scomparsa; l’obiettivo è quello di riflettere non solo sulla loro perdita fisica, ma anche su come lo studio di questi ecosistemi fornisca dati chiave per l'adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici.
Il percorso espositivo stimola a riflettere su come i ghiacciai siano testimoni della nostra storia e su come la consapevolezza della loro fragilità debba portarci a un urgente cambio dei nostri stili di vita. Ritirandosi, rilasciano nelle acque di fusione sostanze in passato intrappolate nel ghiaccio e ci restituiscono reperti, incisioni, materiale organico.
A disposizione dei visitatori tre video: il racconto per immagini “Il canto del ghiaccio” sul ghiacciaio Lares in Adamello-Presanella; “Alla ricerca dei ghiacciai”, che attraverso fotografie, infografiche e didascalie porta alla luce le metodologie e i luoghi delle ricerche effettuate dal Muse nelle Terre Alte; “Il vuoto nel ghiaccio”, che cerca di rispondere al motivo dei cambiamenti che stanno avvenendo nella profondità dei ghiacci. In programma una serie di incontri con il pubblico, con cadenza mensile, con esponenti del mondo della ricerca. Nel prossimo incontro del 25 giugno, “Voci dai ghiacciai. Segnali di un pianeta che cambia”, si esplorano le profonde trasformazioni in corso attraverso lo sguardo dei ghiacciai con il ricercatore Giovanni Baccolo dell’Università Roma Tre e con il giornalista Ferdinando Cotugno, specializzato in ecologia, clima e politica ambientale. I seminari riprendono a ottobre, il 15 “Esplorando il sottosopra. Grotte di ghiaccio e ghiacciai in grotta”, con Francesco Sauro, presidente dell'Associazione di esplorazioni geografiche La Venta, Università degli Studi di Padova e Leonardo Latella, del Museo di storia naturale di Verona in dialogo con Christian Casarotto, glaciologo del Muse esamina la biodiversità e le caratteristiche degli ambienti delle grotte di ghiaccio e dei ghiacciai in grotta. Il 22 “Ghiacciai e acqua dolce: prospettive future”, con Guglielmina Diolaiuti, glaciologa dell'Università degli studi di Milano, Alberto Bellin, ingegnere idraulico dell'Università di Trento e Valeria Lencioni, idrobiologa e coordinatrice dell'Ambito di ricerca clima ed ecologia del Muse, che propongono un viaggio per comprendere come il cambiamento climatico, dalle Alpi all'Himalaya, stia ridisegnando la disponibilità di acqua dolce, una risorsa essenziale per l'agricoltura, l'approvvigionamento idrico, la produzione di energia idroelettrica e la biodiversità. Infine il 5 novembre “Vite al limite: la biodiversità dei ghiacciai”, con Roberto Ambrosini e Marco Caccianiga dell'Università degli studi di Milano, e Mauro Gobbi, ricercatore al Muse, metterà al centro del dialogo la biodiversità dei ghiacciai e le sfide per la loro conservazione.
Tra i sostenitori dell’iniziativa, Sustainability Partner Lavazza Group, Main sponsor Montura e Special sponsor Acque Bresciane.
Informazioni: https://www.muse.it/eventi/mostra-dal-ghiaccio-a-noi-2025/